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	<title>PassionEducativa</title>
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	<description>Accogliamo la sfida!</description>
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		<title>Scelte di vita sostenibile: limitiamo il consumo di energia!</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Apr 2012 11:28:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PassionEducativa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Antonella Palumbo - &#160; Il 2012 è l’Anno Internazionale dell’energia sostenibile per tutti. La sfida è globale ed è quella di fornire un&#8217;energia accessibile, più pulita e più efficiente a tutti i popoli. Ciò è essenziale per rendere minimi i rischi ambientali, garantire la salute del nostro pianeta, sconfiggere la povertà e sostenere crescita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Antonella Palumbo -</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il 2012 è l’Anno Internazionale dell’energia sostenibile per tutti. La sfida è globale ed è quella di fornire un&#8217;energia accessibile, più pulita e più efficiente a tutti i popoli.</p>
<p>Ciò è essenziale per rendere minimi i rischi ambientali, garantire la salute del nostro pianeta, sconfiggere la povertà e sostenere crescita economica, pace e sicurezza.</p>
<p>Scopo dei lavori dell’ONU è sensibilizzare la popolazione sul tema delle fonti di energia rinnovabili dal livello locale a salire, fino a quello internazionale.</p>
<p>Il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, sostiene la necessità di raggiungere, entro il 2030 i seguenti risultati: accesso universale a “moderni” servizi energetici; raddoppio del tasso di aumento dell’efficienza energetica; raddoppio della fetta di energie rinnovabili nel mix energetico globale.</p>
<p>Tale tema rappresenta il settimo degli otto  <em>Obiettivi di Sviluppo del Millennio,</em> da raggiungere entro il 2015, per combattere la povertà nel mondo:</p>
<p>1. Eliminare la povertà estrema e la fame;</p>
<p>2. Raggiungere l&#8217;istruzione elementare universale;</p>
<p>3. Promuovere l&#8217;uguaglianza fra i sessi e conferire potere e responsabilità alle donne;</p>
<p>4. Diminuire la mortalità infantile;</p>
<p>5. Migliorare la salute materna;</p>
<p>6. Combattere l&#8217;HIV/AIDS, la malaria e altre malattie;</p>
<p>7. Assicurare la sostenibilità ambientale;</p>
<p>8. Sviluppare una collaborazione globale per lo sviluppo.</p>
<p>Ban Kin-moon si pro<a href="http://www.passioneducativa.it/wp-content/uploads/2012/04/pvdi-maf-1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1088" title="pvdi-maf-1" src="http://www.passioneducativa.it/wp-content/uploads/2012/04/pvdi-maf-1.jpg" alt="" width="264" height="290" /></a>pone di introdurre i principi dello sviluppo sostenibile nei programmi ambientali nazionali, per abbandonare la tendenza al depauperamento delle risorse naturali e, di dimezzare la percentuale delle persone che non hanno accesso all’acqua ed ai servizi fognari, ed entro il 2020 di migliorare l’esistenza di almeno 100 milioni di abitanti dei quartieri degradati.<br />
Ci sono esempi emblematici di come l’utilizzo delle fonti rinnovabili abbia mutato le condizioni delle popolazioni dei paesi poveri. Uno di questo riguarda i villaggi rurali di Bessassi e Dunkassa in Benin, che grazie ad un’organizzazione no-profit, la Solar Electric Light Fund (SELF), sono in grado di coltivare frutta e verdura tutto l&#8217;anno. Il sistema prevede l’irrigazione a goccia alimentato da pannelli solari, che consente di pompare acqua per le colture alimentari in periodi di siccità, garantendo una nutrizione adeguata per i bambini, il lavoro nei campi per gli adulti e la vendita del prodotto in eccesso. L’utilizzo del fotovoltaico consentirà anche l’arrivo dell’energia elettrica agli ospedali, alle scuole e alle abitazioni.</p>
<p>Quello che invece è possibile fare nelle nostre case, da cittadini attenti ed attivi, è attuare il risparmio energetico, sia eliminando gli sprechi, che utilizzando tecnologie più efficienti.</p>
<p>Sostituire le vecchie lampadine ad incandescenza con quelle fluorescenti, utilizzare per l’impianto di riscaldamento valvole termostatiche e cronotermostati, caldaie a condensazione e isolamento termico alle pareti, rappresentano già dei buoni presupposti per contribuire singolarmente a combattere lo spreco di energia e a aderire ad uno stile di vita più sostenibile.</p>
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		<title>Morosini: una vita finisce, un&#8217;altra cambia per sempre</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Apr 2012 17:27:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PassionEducativa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Morosini]]></category>
		<category><![CDATA[morte]]></category>
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		<description><![CDATA[È possibile morire di infarto a 25 anni? Se lo chiedono tutti in queste ore, pensando a Morosini. Purtroppo è possibile, non è il primo caso e non sarà neanche l&#8217;ultimo. È una cruda verità: si muore a tutte le età! Certo questo non può rincuorare Anna, la fidanzata di Piermario, poco più che ventenne, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È possibile morire di infarto a 25 anni? Se lo chiedono tutti in queste ore, pensando a Morosini. Purtroppo è possibile, non è il primo caso e non sarà neanche l&#8217;ultimo. È una cruda verità: si muore a tutte le età! Certo questo non può rincuorare Anna, la fidanzata di Piermario, poco più che ventenne, che in un istante ha subito gli effetti drammatici di un “terremoto” che cambierà la sua vita per sempre.</p>
<p>Quando una persona muore, una vita finisce e tante altre cambiano. Il problema è sempre di chi resta, di chi, nonostante i progetti spazzati via, continua ad amare per un po&#8217; o per sempre. Ad Anna va tutta la nostra solidarietà, a Piermario le nostre preghiere.</p>
<p>Lo sdegno, invece, è rivolto alla solita strumentalizzazione che, ancora una volta, si compie di un fatto che dovrebbe essere lasciato alla sfera personale.</p>
<p><a href="http://www.passioneducativa.it/wp-content/uploads/2012/04/piermario-e-anna.bmp"><img class="alignleft size-full wp-image-1079" title="piermario e anna" src="http://www.passioneducativa.it/wp-content/uploads/2012/04/piermario-e-anna.bmp" alt="" width="218" height="137" /></a>Informare va bene, ma rispettare il dolore degli altri va ancora meglio! A-Dio Piermario e ciao Anna, l&#8217;Italia vi è debitrice.</p>
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		<title>Titanic: dopo 100 anni sempre lo stesso</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Apr 2012 13:51:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PassionEducativa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[CinEducazione]]></category>
		<category><![CDATA[Concordia]]></category>
		<category><![CDATA[naufragio]]></category>
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		<description><![CDATA[di Alessandro Grimaldi - In questi giorni, in occasione del centenario della tragedia del Titanic, nelle sale cinematografiche viene riproposto l&#8217;omonimo film del 1997, diretto da James Cameron. Tutti ricorderanno la romantica storia d&#8217;amore, finita in tragedia, tra Jack e Rose. Pellicola che, oltre a battere ogni record di incassi, elevò a star internazionale il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Alessandro Grimaldi -</strong></p>
<p>In questi giorni, in occasione del centenario della tragedia del Titanic, nelle sale cinematografiche viene riproposto l&#8217;omonimo film del 1997, diretto da James Cameron. Tutti ricorderanno la romantica storia d&#8217;amore, finita in tragedia, tra Jack e Rose. Pellicola che, oltre a battere ogni record di incassi, elevò a star internazionale il giovane Leonardo Di Caprio e fece conoscere al mondo la bellezza di Kate Winslet.</p>
<p>L&#8217;eterno divario tra ricchi e poveri, colmato da una romanzesca storia d&#8217;amore tra una ragazza dell&#8217;alta borghesia e un poveraccio che, “baciato dalla fortuna”, vince a carte il biglietto per il viaggio. Un sentimento nato con il tradizionale colpo di fulmine, in due giorni vissuto intensamente, e interrotto bruscamente dal naufragio più famoso della storia.</p>
<p>Un racconto riproposto per celebrare il centenario di un evento che forse meritava una nuova sceneggiatura (staremo a vedere la fiction prossimamente in onda in TV), nelle aspettative arricchito dalla tecnologia del 3D. Così, armati di occhialini, i nostalgici della storia d&#8217;amore, hanno rivissuto quei momenti, attendendo, invano, un mobile che gli cadesse addosso o un&#8217;onda che li travolgesse. Rimasti delusi, si sono dovuti accontentare di ripassare in coro le conosciutissime battute del film, chi sa quante volte visto sul piccolo schermo. In effetti è stata questa la vera novità e il reale effetto speciale. Faceva una strana sensazione sentire bisbigliare in anticipo le ormai storiche frasi che hanno fatto la storia del film.</p>
<p>Sicuramente sarà piaciuto alle giovani generazioni, all&#8217;esercito di adolescenti che riempiva la sala e che, giustamente, mettendolo a confronto con quanto visto in televisione, lo avrà trovato più affascinante. Ma chi se lo ricorda sul grande schermo, ha potuto notare come le differenze erano davvero minime.<strong><a href="http://www.passioneducativa.it/wp-content/uploads/2012/04/titanic.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1073" title="titanic" src="http://www.passioneducativa.it/wp-content/uploads/2012/04/titanic-300x194.jpg" alt="" width="212" height="137" /></a></strong></p>
<p>Non poteva essere altrimenti, anche se qualcuno ha provato a far credere che il film già all&#8217;epoca fosse stato girato con l&#8217;intenzione di riproporlo in visione tridimensionale.</p>
<p>Insomma, la delusione è stata grande. Gli effetti ridotti all&#8217;osso e insignificanti rispetto alle potenzialità della tecnologia e le attese di chi ormai si è rassegnato a pagare di più per indossare la “protesi” al cinema.</p>
<p>Cosa resta di questa esperienza? Si<strong></strong>curamente la memoria di un fatto che, purtroppo, non doveva ripetersi, ma che le recenti vicende dell&#8217;isola del Giglio, invece, ci hanno riproposto. Inoltre, l&#8217;occasione per riflettere ancora su un fossato, quello tra ricchi e poveri, che solo di facciata sembra essersi ridotto con l&#8217;avvento della democrazia, ma che invece, oltre la corteccia dell&#8217;apparenza, è ancora molto profondo e non tende a colmarsi.</p>
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		<title>Con il Papa in difesa dei bambini&#8230; contro la pedofilia</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Apr 2012 11:57:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PassionEducativa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 6 maggio p.v., si celebrerà a Roma, in piazza San Pietro, la XVI Giornata dei bambini vittime della violenza, dello sfruttamento e della indifferenza&#8230; contro la pedofilia. Si tratta di un&#8217;iniziativa promossa dall&#8217;Associazione Meter di don Fortunato Di Noto. Quest&#8217;anno il tema della giornata, che come ogni anno viene celebrata la prima domenica di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>6 maggio p.v.</strong>, si celebrerà a <strong>Roma</strong>, in piazza San Pietro, la<strong> <em>XVI Giornata dei bambini vittime della violenza, dello sfruttamento e della indifferenza&#8230; contro la pedofilia. </em>Si tratta di un&#8217;iniziativa promossa dall&#8217;Associazione Meter di don Fortunato Di Noto. </strong></p>
<p>Quest&#8217;anno il tema della giornata, che come ogni anno viene celebrata la prima domenica di maggio, è<strong> “<em>Ti cercherò, ti ascolterò e ti guarirò</em>”</strong>. Un invito a riflettere sulle responsabilità degli adulti nei confronti dei più piccoli.</p>
<p>Compito della comunità educante e di ogni persona di buona volontà, è quello di <em>cercare</em> i bambini indifesi attraverso <em>l’ascolto</em> dei loro messaggi e l’individuazione dei loro bisogni non sempre espressi. Solo un adulto, capace di comprendere pienamente le richieste di aiuto di un bambino, sarà in grado di accompagnarlo nel suo processo di <em>guarigione</em>.</p>
<p>Meter invita tutti a unirsi alle celebrazioni per la GBV attraverso la preghiera e la realizzazione di attività rivolte ai bambini, nelle parrocchie, negli oratori, nelle scuole e nei comuni.</p>
<p>Inoltre, l&#8217;invito è rivolto a <a href="http://www.passioneducativa.it/wp-content/uploads/2012/04/Don_Fortunato1.gif"><img class="alignleft size-medium wp-image-1067" title="Don_Fortunato" src="http://www.passioneducativa.it/wp-content/uploads/2012/04/Don_Fortunato1-300x230.gif" alt="" width="260" height="200" /></a>tutti coloro che vogliono contribuire, con la loro presenza in piazza, a sensibilizzare l&#8217;opinione pubblica su un tema così delicato come la difesa dei bambini.</p>
<p>La Giornata riceverà la sua benedizione da<strong> papa Benedetto XVI</strong> che, alle ore 12, in occasione del <em>Regina Coeli</em>, rivolgerà parole appropriate ai partecipanti e al mondo intero.</p>
<p>Anche &#8220;Passione Educativa&#8221; si unisce all&#8217;appello di don Fortunato Di Noto, rivolto a tutti, di diffondere l’iniziativa attraverso i social network, i mass media, la stampa locale e gli annunci in ogni occasione propizia.</p>
<p><strong>Note tecniche</strong></p>
<p>Chiunque desidera partecipare può organizzarsi autonomamente. Si invitano i gruppi più sensibili a preparare striscioni colorati. In questo caso, per quanto è possibile, si prega di inserire la scritta:</p>
<p>GIORNATA BAMBINI VITTIME <em>della violenza, dello sfruttamento e della indifferenza … contro la pedofilia. Oltre al tema: </em>«TI CERCHERO’, TI ASCOLTERO’ E TI GUARIRO’».</p>
<p>Per ogni informazione scrivere a: segreteria@associazionemeter.org<br />
o telefonare allo 0931 564872.<br />
Per aderire: gbv@associazionemeter.org</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=aJ4VQSO7gkI">http://www.youtube.com/watch?v=aJ4VQSO7gkI</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Dopo pasquetta stop agli sprechi e attenti al cibo!</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 11:57:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PassionEducativa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Antonella Palumbo &#160; Fame e malnutrizione sono mali che continuano ad affliggere milioni di persone nei paesi più poveri del pianeta. Con la Dichiarazione del Millennio dell’ONU del 2000, ogni paese firmatario si impegnava ad aumentare gli aiuti pubblici allo sviluppo per lo 0,7% del proprio PIL entro il 2015. La maggioranza di costoro, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Antonella Palumbo</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fame e malnutrizione sono mali che continuano ad affliggere milioni di persone nei paesi più poveri del pianeta.</p>
<p>Con la Dichiarazione del Millennio dell’ONU del 2000, ogni paese firmatario si impegnava ad aumentare gli aiuti pubblici allo sviluppo per lo 0,7% del proprio PIL entro il 2015. La maggioranza di costoro, però, non ha superato la soglia dello 0,3%.</p>
<p>Purtroppo le immagini della grave carestia che ha colpito recentemente 13 milioni di persone nel Corno d’Africa (Somalia, Kenia ed Etiopia), non sono sufficienti a smuovere le coscienze di coloro che hanno il potere decisionale di poter risolvere il problema, ma non la buona volontà.</p>
<p>Nel nostro piccolo, ognuno di noi può però decidere di fare qualcosa, iniziando ad abolire lo spreco alimentare.</p>
<p>In Italia, secondo una ricerca del <a href="http://www.lastminutemarket.it/">Last Minute Market</a> (iniziativa sociale della facoltà di Agraria dell’Università di Bologna, volta alla quantificazione degli sprechi commestibili legati alla grande distribuzione del settore alimentare, per promuoverne un &#8220;riutilizzo&#8221; all&#8217;interno dei circuiti della solidarietà), si gettano via 20 milioni di tonnellate di cibo ogni anno. Questo cibo i<a href="http://www.passioneducativa.it/wp-content/uploads/2012/04/immag006.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1055" title="immag006" src="http://www.passioneducativa.it/wp-content/uploads/2012/04/immag006-225x300.jpg" alt="" width="187" height="250" /></a>nutilizzato sarebbe sufficiente a sfamare 40 milioni di persone.</p>
<p>La vera rivoluzione sarebbe quella di abbattere il consumismo sfrenato e ritornare alle buone abitudini dei nostri nonni, che, abituati a sopravvivere in epoca di guerre e carestie, non buttavano nulla. Riutilizzare il restante, dunque, rieducandoci al cibo e ai suoi valori.</p>
<p>Basta seguire poche regole, che oltre ad evitare sprechi di cibo, ci faranno risparmiare denaro e ci consentiranno anche di salvaguardare l’ambiente.</p>
<p>Per prima cosa, scrivere una lista di pianificazione delle pietanze da preparare in base al cibo che abbiamo nel frigo, e tenerla sempre sotto controllo. Poi non buttare la frutta o gli ortaggi troppo maturi o ammaccati, ma utilizzarli per preparare dolci, frullati o zuppe.</p>
<p>Creare nuove ricette con gli avanzi; comprare solo la quantità di prodotti di cui si ha bisogno, meglio se sfusi, e congelare l’eccesso. In ultimo, trasformare gli avanzi in <em>compost</em> per il terreno, utilizzando dei bidoni appositi (le compostiere), che si trovano facilmente in commercio.</p>
<p>Insomma, se ognuno di noi fa la propria parte, dà il proprio contributo, non solo al miglioramento dell’efficienza della catena alimentare, ma anche a ridare speranza alla parte povera del mondo vittima dello spietato consumismo dell’occidente.</p>
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		<title>All&#8217;ombra della Croce, buona Resurrezione</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Apr 2012 17:41:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[C&#8217;era una volta un uomo che, condannato ingiustamente dalla paura di una casta che temeva di perdere il potere, fu ammazzato sotto lo sguardo impotente di sua madre. Puntuale come la morte fu la sua Resurrezione. Mantenne la promessa e, dopo tre giorni, rieccolo tra la gente, in carne ed ossa, pronto a riprendere la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;era una volta un uomo che, condannato ingiustamente dalla paura di una casta che temeva di perdere il potere, fu ammazzato sotto lo sguardo impotente di sua madre. Puntuale come la morte fu la sua Resurrezione. Mantenne la promessa e, dopo tre giorni, rieccolo tra la gente, in carne ed ossa, pronto a riprendere la sua battaglia, alla conquista dell&#8217;uomo. Da quel giorno Gesù non è più risorto, poiché non è mai più morto! Ora siamo noi a dover risorgere e non è facile se viviamo all&#8217;ombra della croce e ci nascondiamo alla luce. Forse è questo l&#8217;obiettivo finale di chi condivide la nostra passione: educare a rinascere! Buona Resurrezione a tutti</p>
<p><strong>Lo staff di passionEducativa</strong></p>
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		<title>Riconsegniamo la terra al sud del mondo</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Apr 2012 07:35:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PassionEducativa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Antonella Palumbo - &#160; La speculazione finanziaria delle banche, sui prezzi delle materie prime agricole, causa enormi aumenti di prezzo di materie prime alimentari quali mais e grano, e ciò ha spinto milioni di persone dei paesi poveri del mondo nella grande crisi alimentare del 2007 e 2008. I futures, i contratti inizialmente creati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Antonella Palumbo -</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La speculazione finanziaria delle banche, sui prezzi delle materie prime agricole, causa enormi aumenti di prezzo di materie prime alimentari quali mais e grano, e ciò ha spinto milioni di persone dei paesi poveri del mondo nella grande crisi alimentare del 2007 e 2008.</p>
<p>I <em>futures</em>, i contratti inizialmente creati per aiutare i contadini ad affrontare l’incertezza del raccolto, consentendo loro di vendere i loro prodotti in una data futura ad un prezzo garantito, sono stati acquistati dalle banche che oggi ne dominano il mercato. Esse li acquistano e scommettono sull’aumento del loro valore, e ciò provoca l’incremento del prezzo del cibo.</p>
<p>Il mercato dei <em>futures</em> dei prodotti agricoli nel 1996 era circa il 12% del mercato e nel 2011 ne rappresentava il 62%.</p>
<p>In 10 anni i prezzi dei prodotti agricoli sono duplicati. Negli ultimi due anni tale situazione ha ridotto milioni di persone dei Paesi in via di sviluppo in condizioni di estrema povertà.</p>
<p>L’altro fenomeno che contribuisce all’impoverimento dei popoli del sud del mondo è il <em>land grabs</em>,</p>
<p>ossia l’accaparramento senza regolamentazione di grandi appezzamenti di terreno da parte di imprese e paesi stranieri nei territori in via di sviluppo.</p>
<p>Se i prodotti agricoli sono prodotti per essere esportati, o per creare materia prima da trasformare in biocarburante, sarà sempre meno il cibo destinato al consumo interno.</p>
<p>Purtroppo, anche molte grandi aziende e istituti bancari italiani partecipano a questo assurdo business, attraverso l’acquisizione di terre fertili nel sud del mondo e la speculazione finanziaria sui mercati delle materie prime alimentari.</p>
<p>A tali investimenti conseguono espropriazioni, inganni, violazioni dei diritti umani e distruzione di case e di vite. Una vera ingiustizia!</p>
<p>I grandi organismi internazionali, quali la Banca Mondiale e la FAO, avrebbero dovuto difendere la sovranità alimentare dei paesi più poveri, ma nulla hanno potuto contro gli interessi finanziari ed il grande giro d’affari creato intorno al mercato dei biocarburanti falsamente sostenibili.</p>
<p>È proprio su questo falso mito degli agrocarburanti si è steso le basi di questo ennesimo affronto a quella parte del mondo sempre più sfruttata in nome del cosiddetto carburante ecologico, che però affama il mondo e sfrutta la terra in beffa alla sostenibilità.</p>
<p>Oltre a ciò, la corsa alle piantagioni per ottenere gli scarti agricoli da trasformare in carburante, ha portato alla distruzione di un milione di ettari di foresta ogni anno.</p>
<p>Ciò che andrebbe fatto a difesa dei più poveri, ma anche per fermare la deforestazione, è  il riconoscimento universale del diritto alla terra e alle risorse delle popolazioni rurali, la trasparenza del processo decisionale in capo alla politica e alla finanza, lo sviluppo di strategie agricole che promuovano la coltivazione locale, il rispetto dei diritti umani, dell’ambiente e delle risorse naturali.</p>
<p>I governi dei paesi industrializzati dovrebbero pretendere  dalle proprie imprese che investono all’estero, di rendere trasparenti le loro attività e di garantire l’attuazione degli standard e dei meccanismi di salvaguardia per proteggere i produttori di piccola scala e le popolazioni locali.</p>
<p>Molte sono le associazioni internazionali che chiedono alle imprese e ai governi di tutelare i diritti delle comunità locali in modo da rendere più eque le relazioni di queste ultime con i grandi investitori.</p>
<p>Ciò che possiamo fare noi cittadini consumatori è partecipare attivamente alle petizioni contro il <em>land grabbing</em>, per essere solidali con chi vede i propri diritti violati.</p>
<p>Informarsi sugli investimenti che le aziende fanno, per poter premiare solo quelle che attuano una politica responsabile, capace di promuovere lo sviluppo locale portando lavoro e servizi.</p>
<p>Ancora, agire contro questo sopruso, tramite scelte di consumo e d’investimento consapevoli ed informate, pretendendo l’estensione dei principi di compravendita equa lungo tutta la filiera.</p>
<p>In nome di una cittadinanza attiva, invece, possiamo contribuire alla formazione di cittadini responsabili, attraverso l’educazione alla giustizia e alla sostenibilità del pianeta, alla promozione e alla valorizzazione della diversità, al consumo responsabile e al rispetto dei diritti umani individuali e collettivi, alla parità di genere e all’utilizzo del dialogo quale strumento per la risoluzione pacifica dei conflitti, per la costruzione di una società più equa e solidale.</p>
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		<title>A Castel Volturno Dio è bianco come la “neve”</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Mar 2012 21:59:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PassionEducativa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[CinEducazione]]></category>
		<category><![CDATA[camorra]]></category>
		<category><![CDATA[educazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Dialoghi in lingua inglese, francese e napoletana, tutto rigorosamente sottotitolato. La-bas, a Castel Volturno, dove chilometri di pineta usurpata da degrado e abusi edilizi, dividono un mare che ormai non bagna più, da una lunga strada dove si vendono attimi di gioia e di piacere: la “domiziana”. L&#8217;ambientazione è questa, i luoghi non proprio, i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dialoghi in lingua inglese, francese e napoletana, tutto rigorosamente sottotitolato. <em><strong>La-bas</strong></em>, a Castel Volturno, dove chilometri di pineta usurpata da degrado e abusi edilizi, dividono un mare che ormai non bagna più, da una lunga strada dove si vendono attimi di gioia e di piacere: la “domiziana”.</p>
<p>L&#8217;ambientazione è questa, i luoghi non proprio, i personaggi … verosimili.</p>
<p>Accade che il “sogno americano”  per i fratelli africani è l&#8217;Italia e lo zio emigrato in cerca di fortuna, ti scrive per raccontarti il suo paradiso. Così Yussouf arriva a Castel Volturno per una strada lastricata da tante buone intenzioni, ma che in realtà lo costringerà a scendere all&#8217;inferno. Educato al crimine da Moses, conoscerà il volto bianco come la “neve” di un dio che promette ricchezza e potere, contrapposto alla debolezza delle pratiche islamiche. Una fede spontanea, sincera e soprattutto ingenua come la sensibile vena artistica di Yussouf  e delle sue illusioni stilizzate: le sue opere che mai si realizzeranno, il super zio che si rivela un tiranno, l&#8217;amore schiavizzato da altri e costretto a battere a buon mercato!</p>
<p>Come salvarsi? Abbandonando le scarpe che ti hanno fatto volare, spogliandoti del bianco di quel dio che ti ha tentato, presentandoti nudo a chiedere perdono a chi voleva farti vendere i fazzoletti ai semafori e adesso ti accoglie sotto la bandiera protettiva della tua Patria!</p>
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		<title>Orgoglio Gay: la legge non è uguale per tutti?</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Mar 2012 09:07:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PassionEducativa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[gay]]></category>
		<category><![CDATA[omosessualità]]></category>

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		<description><![CDATA[di Alessandro Grimaldi - Completa solidarietà deve essere espressa da qualsiasi coscienza che si ritiene civile, ai ragazzi aggrediti, lo scorso 18 marzo, in una discoteca di Luino (Varese), perché omosessuali. La violenza non può mai essere giustificata ed ogni individuo, condivisibile o meno negli atteggiamenti e nelle idee, va sempre rispettato nei suoi diritti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Alessandro Grimaldi -</strong></p>
<p>Completa solidarietà deve essere espressa da qualsiasi coscienza che si ritiene civile, ai ragazzi aggrediti, lo scorso 18 marzo, in una discoteca di Luino (Varese), perché omosessuali. La violenza non può mai essere giustificata ed ogni individuo, condivisibile o meno negli atteggiamenti e nelle idee, va sempre rispettato nei suoi diritti e nella sua dignità. Un atto da condannare senza mezzi termini, da approfondire nella ricerca delle responsabilità e, di conseguenza, da punire severamente.</p>
<p>Chiarita la brutalità dell&#8217;azione e confermato il rispetto che merita il mondo gay, un&#8217;approfondita osservazione andrebbe rivolta anche alla strumentalizzazione che si è creata dell&#8217;episodio. L&#8217;Arcigay è scesa in campo e in nome della parità ha chiesto una legge <em>ad hoc</em>. Una contraddizione in termini poiché in nome delle pari opportunità si richiederebbe un intervento legislativo a favore  della sicurezza dell&#8217;omosessuale, rendendolo, di fatto, diverso dagli altri e, quindi, una categoria protetta.</p>
<p>La lecita presunzione di non essere considerati dei “diversi”, sfocia nel riconoscimento della propria diversità, addirittura bisognosa di una protezione particolare. Si richiede una legge contro il manifestato sentimento antigay, quasi come se discriminazione e odio fossero giustificati per altre categorie. Perché, allora, non si emana una legge anche contro i pregiudizi e le aggressioni (a volte non solo verbali) che ricevono gli extracomunitari, i meridionali al Nord, i tifosi della squadra di calcio avversaria, i preti, i testimoni di Geova, etc.? Perché, forse, una legge già esiste e punisce indiscriminatamente ogni tipo di aggressione. Pensare che chi aggredisce i gay può restare impunito solo perché non c&#8217;è una legge che li protegge, è pretestuoso e ridicolo. Il reato contro l&#8217;aggressione è configurato e poiché si tratta di una legge, vale per tutti. La pena prevista non rende giustizia? Allora si proceda per intensificarla, poiché la cronaca del lunedì è ricca di episodi di aggressione nei fine settimana, e non solo ai gay!</p>
<p>I responsabili dell&#8217;episodio di violenza nel varesotto devono essere puniti. Quindici giorni di sospensione della licenza del locale non bastano, ci sono delle responsabilità personali che vanno chiarite e dei fatti concreti (i segni di percossa) che richiedono giustizia. Ben venga pure che si accendano i riflettori sulla questione, ma che coinvolga tutti e renda ogni soggetto uguale difronte alla legge e all&#8217;opinione pubblica.</p>
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		<title>Un regalo a don Peppino per il 19 marzo: 47 arresti di camorra!</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Mar 2012 10:34:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PassionEducativa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[camorra]]></category>
		<category><![CDATA[educazione]]></category>
		<category><![CDATA[legalità]]></category>

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		<description><![CDATA[Impegno preventivo e repressivo Il 19 marzo una volta evoca la festa di San Giuseppe, patrono della Chiesa. Una ricorrenza cattolica, celebrata in sordina dal mondo cattolico, sentita abbastanza dalle famiglie che collegano al padre putativo di Gesù, la festa di ogni bravo papà. I tempi cambiano, mutano le istanze sociali, gli eventi incalzano e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Impegno preventivo e repressivo</strong></p>
<p>Il 19 marzo una volta evoca la festa di San Giuseppe, patrono della Chiesa. Una ricorrenza cattolica, celebrata in sordina dal mondo cattolico, sentita abbastanza dalle famiglie che collegano al padre putativo di Gesù, la festa di ogni bravo papà.</p>
<p>I tempi cambiano, mutano le istanze sociali, gli eventi incalzano e così, in questi ultimi anni, per gli studenti della Campania, questo giorno diventa protagonista di una fervida attesa poiché si fa festa a scuola! Il motivo è altrettanto nobile: il ricordo della morte di don Peppino Diana, sacerdote ammazzato dalla camorra il 19 marzo del 1994. La ricorrenza è diventata maggiorenne, ma solo dal 2009 la Regione Campania la inserisce nel calendario scolastico come festa regionale, in ricordo di don Peppino Diana e delle vittime della camorra.</p>
<p>In effetti, la sensazione è che l&#8217;estensione alle generiche vittime della camorra, abbia messo in secondo piano il messaggio concreto di don Peppino e della sua morte. La memoria si fa con fatti concreti, con nomi e cognomi, e ogni persona caduta per mano delle mafie, dovrebbe svegliare le coscienze dei singoli, per un impegno personale repressivo e soprattutto educativamente preventivo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Un regalo a don Peppino: 47 arresti di camorra</strong></p>
<p>Quest&#8217;anno, il 19 marzo si apre con una bella notizia. Il sito online de “Il Mattino”, con un titolone in primo piano, ci informa di una operazione in atto nel napoletano, per dare esecuzione a 47 ordini di custodia cautelare. Un regalo a don Peppino, per il suo onomastico, che resta una goccia nell&#8217;oceano, tra l&#8217;altro da verificare nella sua limpidezza, ma che aiuta a mantenere alta l&#8217;attenzione e la tensione su la repressione. Un episodio che ricorda come la camorra arriva in tutti gli ambiti: “Nell&#8217;inchiesta – si legge sul sito del quotidiano &#8211; sono coinvolti esponenti del clan camorristico Fabbrocino, egemone nell&#8217;area vesuviana e nel nolano, in provincia di Napoli, funzionari e impiegati delle commissioni tributarie provinciale di Napoli e regionale per la Campania, un funzionario dell&#8217;Ufficio del Garante del Contribuente della Campania, un funzionario dell&#8217;Agenzia delle Entrate, un noto docente universitario e un commercialista. Per alcuni indagati è stata disposta la detenzione in carcere, per altri la misura degli arresti domiciliari, per altri ancora il divieto di dimora a Napoli.”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Chi era don Peppino, cosa è la camorra?</strong></p>
<p>Don Peppino era un sacerdote, parroco a Casal di Principe, straordinario semplicemente per aver manifestato l&#8217;amore per la sua comunità. Il modo migliore per presentare una persona e lasciare che parli  lei ed esprima il suo pensiero. Ecco la lettera che, a quanto pare, ha urtato la camorra e attivato la furia omicida. Si pensava di inserire alcuni passaggi, ma si sarebbe limitata la sua ricchezza. Vi presentiamo la versione integrale:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Per amore del mio popolo non tacerò </em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Siamo preoccupati</em></p>
<p><em>Assistiamo impotenti al dolore di tante famiglie che vedono i loro figli finire miseramente vittime o mandanti delle organizzazioni della camorra.</em></p>
<p><em>Come battezzati in Cristo, &#8230; ci sentiamo investiti in pieno della nostra responsabilità di essere “segno di contraddizione”.</em></p>
<p><em>Coscienti che come chiesa “dobbiamo educare con la parola e la testimonianza di vita alla prima beatitudine del Vangelo che è la povertà, come distacco dalla ricerca del superfluo, da ogni ambiguo compromesso o ingiusto privilegio, come servizio sino al dono di sé, come esperienza generosamente vissuta di solidarietà”.</em><br />
<em>La Camorra</em></p>
<p><em>La Camorra oggi è una forma di terrorismo che incute paura, impone le sue leggi e tenta di diventare componente endemica nella società campana.</em></p>
<p><em>I camorristi impongono con la violenza, armi in pugno, regole inaccettabili: estorsioni che hanno visto le nostre zone diventare sempre più aree sussidiate, assistite senza alcuna autonoma capacità di sviluppo; tangenti al venti per cento e oltre sui lavori edili, che scoraggerebbero l’imprenditore più temerario; traffici illeciti per l’acquisto e lo spaccio delle sostanze stupefacenti il cui uso produce a schiere giovani emarginati, e manovalanza a disposizione delle organizzazioni criminali; scontri tra diverse fazioni che si abbattono come veri flagelli devastatori sulle famiglie delle nostre zone; esempi negativi per tutta la fascia adolescenziale della popolazione, veri e propri laboratori di violenza e del crimine organizzato.</em><br />
<em>Precise responsabilità politiche</em></p>
<p><em>È oramai chiaro che il disfacimento delle istituzioni civili ha consentito l’infiltrazione del potere camorristico a tutti i livelli. La Camorra riempie un vuoto di potere dello Stato che nelle amministrazioni periferiche è caratterizzato da corruzione, lungaggini e favoritismi.</em></p>
<p><em>La Camorra rappresenta uno Stato deviante parallelo rispetto a quello ufficiale, privo però di burocrazia e d’intermediari che sono la piaga dello Stato legale. L’inefficienza delle politiche occupazionali, della sanità, ecc; non possono che creare sfiducia negli abitanti dei nostri paesi; un preoccupato senso di rischio che si va facendo più forte ogni giorno che passa, l’inadeguata tutela dei legittimi interessi e diritti dei liberi cittadini; le carenze anche della nostra azione pastorale ci devono convincere che l’Azione di tutta la Chiesa deve farsi più tagliente e meno neutrale per permettere alle parrocchie di riscoprire quegli spazi per una “ministerialità” di liberazione, di promozione umana e di servizio.</em></p>
<p><em>Forse le nostre comunità avranno bisogno di nuovi modelli di comportamento: certamente di realtà, di testimonianze, di esempi, per essere credibili.</em><br />
<em>Impegno dei cristiani</em></p>
<p><em>Il nostro impegno profetico di denuncia non deve e non può venire meno.</em></p>
<p><em>Dio ci chiama ad essere profeti.</em></p>
<p><em>- Il Profeta fa da sentinella: vede l’ingiustizia, la denuncia e richiama il progetto originario di Dio (Ezechiele 3,16-18);</em></p>
<p><em>- Il Profeta ricorda il passato e se ne serve per cogliere nel presente il nuovo (Isaia 43);</em></p>
<p><em>- Il Profeta invita a vivere e lui stesso vive, la Solidarietà nella sofferenza (Genesi 8,18-23);</em></p>
<p><em>- Il Profeta indica come prioritaria la via della giustizia (Geremia 22,3 -Isaia 5)</em></p>
<p><em>Coscienti che “il nostro aiuto è nel nome del Signore” come credenti in Gesù Cristo il quale “al finir della notte si ritirava sul monte a pregare” riaffermiamo il valore anticipatorio della Preghiera che è la fonte della nostra Speranza.</em><br />
<em>NON UNA CONCLUSIONE: MA UN INIZIO</em></p>
<p><em>Appello</em></p>
<p><em>Le nostre “Chiese hanno, oggi, urgente bisogno di indicazioni articolate per impostare coraggiosi piani pastorali, aderenti alla nuova realtà; in particolare dovranno farsi promotrici di serie analisi sul piano culturale, politico ed economico coinvolgendo in ciò gli intellettuali finora troppo assenti da queste piaghe”</em></p>
<p><em>Ai preti nostri pastori e confratelli chiediamo di parlare chiaro nelle omelie ed in tutte quelle occasioni in cui si richiede una testimonianza coraggiosa;</em></p>
<p><em>Alla Chiesa che non rinunci al suo ruolo “profetico” affinché gli strumenti della denuncia e dell’annuncio si concretizzino nella capacità di produrre nuova coscienza nel segno della giustizia, della solidarietà, dei valori etici e civili (Lam. 3,17-26).</em></p>
<p><em>Tra qualche anno, non vorremmo batterci il petto colpevoli e dire con Geremia “Siamo rimasti lontani dalla pace… abbiamo dimenticato il benessere… La continua esperienza del nostro incerto vagare, in alto ed in basso,… dal nostro penoso disorientamento circa quello che bisogna decidere e fare… sono come assenzio e veleno”.</em></p>
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