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Giancarlo Siani, icona emblematica della lotta all’illegalità

Giancarlo Siani, icona emblematica della lotta all’illegalità

23 settembre 2011

di Emanuele Tanzilli -

23 Settembre 1985. Giancarlo Siani, giovane giornalista de Il Mattino, viene assassinato nella sua Citroen Mehari da Ciro Cappuccio e Armando Del Core.

23 Settembre 2011. Ventisei anni dopo, esattamente quanti ne aveva all’epoca la vittima designata del clan dei Nuvoletta, ripercorriamo le tappe di una tragedia in un certo senso annunciata, una vendetta vigliacca e dall’eco inobliabile.

La passione per il giornalismo, e in particolare per le condizioni di vita delle classi sociali più disagiate, era spiccata nell’animo di Giancarlo fin dall’epoca dei suoi primi studi. Ben presto, divenne corrispondente (precario) dalla città di Torre Annunziata per il maggiore quotidiano del meridione. In quel luogo di polveri e silenzi, dominato dai conflitti e dalle tensioni camorristiche, al punto da venire soprannominato “Fortapàsc”, con un’allusione indiretta alla famigerata battaglia di Little Bighorn tra indiani ed esercito degli Stati Uniti d’America, Giancarlo poté approfondire le sue interessanti indagini sui boss della criminalità organizzata locale, ed in particolare su Valentino Gionta e sul suo “impero”. Ma il rumore mediatico che tali inchieste causavano divenne ben presto insopportabile per i fratelli Nuvoletta, affiliati ai Corleonesi ed accusati di avere “venduto” Valentino Gionta alla polizia in cambio di una pace con il clan dei Bardellino. Poco tempo dopo aver compiuto 26 anni, Giancarlo venne raggiunto sotto casa da due sicari ed assassinato freddamente.

Di lui ci resta l’immagine di un reporter per nulla intimidito dagli ambienti oscuri della camorra e dai suoi meccanismi spietati. La sua fame di verità, la sua sete di giustizia, la maniera esemplare in cui ha condotto, quasi con ostinazione e testardaggine, il suo lavoro fino alla fine, nonostante i tentativi di dissuasione, rappresentano un’icona emblematica della lotta all’illegalità. Per lui, sono state girate due pellicole: il cortometraggio del 1999 Mehari, dal nome della sua auto; il film di Marco Risi del 2009, “Fortapàsc” (da cui è tratta la foto di questo servizio). Per lui il trio rapper napoletano dei Biscuits ha inciso un singolo (dal titolo Fortapàsc proprio come il film), e per lui è stato istituito nel 2004 il premio giornalistico “Giancarlo Siani”.

Sempre al 2009 risale, infine, la nascita di Radio Siani, la Web Radio della Legalità, sorta ad Ercolano su beni confiscati alla camorra locale. Dove un tempo venivano pianificati e perpetrati crimini, adesso sorge un’attività dedita alla diffusione della cultura del rispetto e della legalità, grazie al lavoro costante di un gruppo di ragazzi che sta ottenendo sempre maggior risalto sui palcoscenici nazionali. Conosceremo meglio alcuni di questi ragazzi, entrando nei dettagli del lavoro svolto con passione e dedizione, intervistandoli personalmente durante le prossime settimane. Per approfondire la conoscenza di questo network, è possibile consultarne il sito all’indirizzo www.radiosiani.com.

 

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