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Caro Celentano nel Vangelo non c’è Paradiso

Caro Celentano nel Vangelo non c’è Paradiso

19 febbraio 2012

Il Vangelo del Regno

“Caro Adriano, – dice il direttore di passionEducativa – il termine “Paradiso” non si trova nei Vangeli, se non una sola volta nel capitolo 23 di Luca. Sarà per questo che non senti il termine nelle prediche? Il concetto di Regno di Dio, però, se ci pensi bene, sicuramente ritorna nelle omelie.”

Con queste poche battute, don Alessandro Grimaldi risponde a Celentano che torna a denunciare la presunta assenza del Paradiso nei discorsi dei sacerdoti. In effetti, nei Vangeli la categoria più diffusa è quella del “Regno dei Cieli”, ma il messaggio è praticamente identico.

 

Celentano come Benigni?

Ascoltando Celentano a Sanremo sorge un dubbio: non è che vuole imitare Benigni? Roberto è stato capace di recuperare il fascino indiscusso ed immortale della Divina Commedia, riproponendo, con un linguaggio comprensibile al grande pubblico, le categorie più profonde che una sensibilità religiosa può carpire quando si confronta con l’aldilà. In futuro dobbiamo aspettarci delle catechesi decantate o, peggio ancora, un vangelo secondo Adriano?

Intendiamoci, non è che un cattolico non sia abilitato a parlare di argomenti religiosi, anzi, magari ci fossero più artisti disposti ad approfittare dei loro privilegiati “pulpiti” per parlare di Gesù; il problema è nelle argomentazioni che, se non radicate in un’adeguata formazione, rischiano di insinuare nella mente degli ignari ascoltatori, delle false convinzioni.

 

I preti sanno fare con Famiglia Cristiana e Avvenire

Celentano ha parlato da credente, cattolico autentico almeno quanto tutti quei preti che sulle testate cattoliche nominate la pensano come lui, pur non scandalizzando nessuno. Le irritanti provocazioni lanciate dal palco dell’Ariston restano insignificanti rispetto al veleno che alcuni uomini in talare e colletto bianco gettano sui “prodotti” della Chiesa. Strumenti per l’animazione culturale, l’educazione e l’evangelizzazione, capaci di essere coscienza critica e voce obiettiva in una realtà mediatica che offende la verità, piegandosi alle perverse logiche del potere.

 

La politica di Dio è quella degli uomini

L’ospite d’onore del festival di Sanremo invita a presentare la politica di Dio. Ignora, evidentemente, che le logiche del Signore sono a favore dell’uomo e che Il Figlio diventato uomo ha incarnato Dio nella storia. Ad Adriano sfugge la dimensione profetica propria dell’impegno cristiano. Parla della storia dei profeti inconsapevole che il loro ministero continua ad essere una dimensione essenziale dell’essere cristiano. Il mondo cattolico tutto, dalle istituzioni ai media confessionali, dai preti al più semplice fedele della domenica, non solo ha il diritto, ma anche e soprattutto il dovere di denunciare ciò che non va e, quindi, di puntare il dito contro politiche contrarie al bene comune e alla dignità della persona.

Ma non è l’unico. A fargli compagnia è quell’opinione pubblica che punta il dito contro le presunte ingerenze del mondo cattolico nella gestione della “cosa pubblica”. Piaccia o meno, questo è dovere cristiano!

 

Grazie Adriano, almeno si ritorna a parlare di Gesù

Tutto sommato, un grazie ad Adriano, poiché attraverso di lui si ritorna a stimolare il pensiero della massa su argomenti veri per chi vuole realizzarsi come persona e, quindi, andare in Paradiso.

1 commento

  1. CELENTANO : L’OMELIA = L’AMBONE : ARISTON
    Che ne pensate? Sembra un’eresia!!! Ma se ciò scuote la coscienza dell’uomo… ben venga. Il paradiso è per tutti ma vuole essere conquistato. Diamoci da fare.

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