Accogliamo la sfida!

Melissa è morta, ora tocca ai giovani!

Melissa è morta, ora tocca ai giovani!

20 maggio 2012

di Francesco Di Chiara -

Cosa è successo? Le ultime parole di Melissa, poi il silenzio. Lo sguardo si spegne insieme alla voglia di vivere e le parole svaniscono lasciando spazio all’impotenza di un uomo che, se pure addestrato a salvare la gente, no può fare altro che dichiararne la morte.

Che è successo? Quante parole si stanno sprecando in queste ore, per dare una risposta a questa domanda. Gli intellettuali di turno stanno avanzando le ipotesi più suggestive, alimentando un po’ ovunque le conversazioni da bar, tutti convinti della veridicità della loro interpretazione dei fatti.

Per l’opinione pubblica un atto di forza da parte della mafia; per gli inquirenti, a quanto pare, un’azione isolata, non necessariamente imputabile ad un’organizzazione criminale. Staremo a vedere, per il momento atteniamoci agli eventi.

Melissa, che è successo? Sei morta! Te lo dico senza mezzi termini, convinto che mi stai ascoltando poiché non appena il tuo cuore ha smesso di battere, con un battito d’ali la tua anima è volata al cielo. Ma questo tu lo sai, anzi, ora lo comprendi anche meglio di me, poiché ciò in cui io spero oggi tu lo vivi.

Allora lo dico ai tuoi compagni che si stanno chiedendo: noi che c’entriamo? Ragazzi, Melissa è morta e con lei è morta anche la vostra adolescenza! Siete stati chiamati in causa e, a questo punto, c’entrate e come! È arrivato il momento di fare sul serio. Come dice il vostro manifesto, avete guardato in faccia la legalità, adesso, però, bisogna affrontarla.

Che è successo? Qualcuno vi ha attaccato, ha messo in discussione le vostre certezze e colpito i vostri sogni, ma questo non vi autorizza a scoraggiarvi. Svegliatevi dal sonno, tornate a scuola per allenarvi ad affrontare il futuro e, contemporaneamente, scendete in piazza a gridare silenziosamente la vostra indignazione. Lasciate parlare i vostri occhi e al manifesto da voi creato, si aggiungeranno altri sguardi.

Non abbassate la testa, è ciò che vogliono gli assassini di Melissa. Guardate dritto e abbiate il coraggio di chiamare per nome i vostri nemici.

La nostra storia più recente ci insegna che quando le mafie hanno chiuso gli occhi di un giudice, di un giornalista o di un prete, si sono poi ritrovati addosso lo sguardo deciso di migliaia di persone che non ci stavano.

Cresce la lista delle vittime innocenti e si alimenta la fiamma viva della memoria. Accanto a Falcone, Siani, Diana, oggi si aggiunge un nome, Melissa, ed una nuova categoria, i giovani. A questo punto ci sono tutti, non manca più nessuno all’appello, che aspettiamo a partire? Ora tocca ai giovani!

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