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Serve ancora la filosofia nell’era digitale? / Video

Serve ancora la filosofia nell’era digitale? / Video

20 gennaio 2014

Torna, a quasi trent’anni di distanza, una versione riveduta e aggiornata di Le domande dell’uomo, uno dei primi libri (1985) di Massimo Introvigne, un sociologo che a suo tempo ha studiato anche filosofia e a cui preparare la nuova edizione di questo testo ha dato occasione di ritornare a uno sguardo filosofico, oggi arricchito da anni di pratica delle scienze sociali.

Il volume presentato a Napoli, sabato 18 gennaio, presso il complesso di San Lorenzo, è stato apprezzato da padre Edoardo Scognamiglio, Ministro Provinciale dei Frati Minori Conventuali della provincia monastica di Napoli e docente di Teologia, che, in questa sede, ha apportato un valido contributo alla riflessione, delineando il profilo epistemico delle principali categorie utilizzate dall’autore e sottolineando come queste siano profondamente radicate nella tradizione cristiana.

Nello stesso contesto, l’autore, supportato dalla proiezione di diapositive, è intervenuto evidenziando il contesto socio-culturale che ha ispirato la sua riflessione, esprimendo fermamente un forte disappunto circa la pretesa, avanzata da qualcuno, di un’era informatica, rappresentata da internet, dove non ci sarebbe più bisogno della filosofia.

In un articolo sulla rivista Wired – cita Introvigne – l’esperto d’informatica Chris Anderson ha sostenuto che la filosofia è finita con Internet. Rimarrebbe solo la storia della filosofia, quel catalogo delle idee morte e sepolte del passato che s’insegna nei licei.

Google, secondo Anderson, c’insegna che è sufficiente allineare dati per avere tutte le risposte, e non è più necessario spiegarli o interpretarli. È davvero così?

In realtà la filosofia non è una semplice collezione di dati. Cerca l’unica risposta che – secondo l’autore – non si trova su Google, quella alle domande fondamentali dell’uomo: chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo, se è possibile conoscere davvero il reale, che senso hanno la vita, l’amicizia, l’arte, l’amore, la scienza, la politica.

Chi vive al ritmo di Google e dei social network ha fretta: ma è possibile riscoprire le domande dell’uomo anche sotto forma di “filosofia per chi ha fretta”, imparando a fermarsi e a pensare a partire dalla propria esperienza.

 

 

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