Accogliamo la sfida!

Le minacce a don Ciotti per svegliare il cane che dorme

Le minacce a don Ciotti per svegliare il cane che dorme

31 agosto 2014

La proposta di uccidere don Luigi Ciotti non deve meravigliarci, ma piuttosto renderci orgogliosi di essere cristiani. Vale ancora la pena seguire la Chiesa se essa continua a rendere presente Cristo in un prete dei nostri giorni. C’è poco da avere paura! Ormai è troppo tardi, l’avete fatta grossa, non c’è bisogno di rinnovare il sacrificio di Puglisi per svegliare il “cane che dorme”!

Volete rimediare alle conseguenze delle vostre azioni? Lo sappiamo tutti che il sudore versato da don Ciotti in questi anni, è stato impastato con il sangue che ha sporcato Palermo ai tempi della strategia del terrore. Tattica fallita poiché non ha terrorizzato nessuno!

L’ipotesi pesa di più della sua concretizzazione. Pensare di uccidere don Luigi significa progettare di attaccare la comunità credente impegnata, per vocazione, nell’educazione alla giustizia.

Papa Francesco ci ricorda che i mafiosi sono scomunicati e la Chiesa italiana che non possiamo tacere dinanzi alle ingiustizie.

Questa volta non dobbiamo ricordare la memoria di un martire, ma accogliere la sua testimonianza di fede. Perché, come ci ricorda Libera, “è sempre il noi che vince, anche davanti alle minacce di morte”.

Libera Terra, Informazione, Scuola … Libera Chiesa! Svincolata da compromessi, lontana da imbarazzanti logiche diplomatiche, che la smette di dormire e inizia ad interferire denunciando le strutture di peccato e annunciando un’alternativa concreta.

Fedeltà al Vangelo, per don Luigi e per ognuno di noi, picciotti del clan di Gesù Cristo!

P. E.

 

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