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Festival di Sanremo: cronaca di un successo annunciato

Festival di Sanremo: cronaca di un successo annunciato

9 febbraio 2017

di Antimo Verde – Come il Natale, la Pasqua ed ogni altra festa comandata, arriva puntuale anche quest’anno, per la sessantasettesima edizione, il Festival di Sanremo. Evento, come pochi ormai, capace di bloccare un’intera nazione e riunire gli italiani attorno al focolare televisivo. La Kermesse, diventata nel corso degli anni un vero avvenimento culturale e sociale, oltre che musicale, grazie alla sapiente miscela fatta di spettacolo e canzoni che incantano gli italiani, è sempre più attesa da milioni di telespettatori, come testimoniano gli più alti indici di ascolto, che ogni anno schizzano alle stelle.

Per il terzo anno consecutivo alla conduzione del Festival c’è ancora il bravo presentatore Carlo Conti, che ricorda oramai il Pippo Baudo dei migliori anni, che per sottolineare l’aria di festa e di aggregazione che si respira durante la settimana festivaliera, ha voluto accanto a sé un’altra colonna portante della televisione italiana, ma dell’azienda concorrente: Maria De Filippi. E per suggellare questa sorta di pax televisiva ha stato chiamato, per rappresentare il fantomatico terzo polo televisivo, il comico Maurizio Crozza.

La presenza della De Filippi sul palco dell’Ariston aleggiava già da anni, visto la sempre più numerosa schiera di cantanti che provenivano dal suo talent, e per non smentirsi, anche quest’anno risultano essere una consistente rappresentanza, sia nella formazione dei Big sia in quelle dei giovani. Ma naturalmente, non può esserci Sanremo senza polemica.

Infatti, se per la regina dell’auditel, nonostante l’iniziale emozione si è poi riuscita a guadagnarsi il palco e la platea con il suo solito stile asciutto e diretto, contrapponendolo a quello logorroico e barocco del collega, sin da subito si sono spese parole di elogio e di simpatia, sopratutto dopo aver appreso che la sua presenza al Festival era assolutamente a costo zero, lo stesso non è avvenuto per il padrone di casa.

Infatti Conti è stato travolto da una furiosa polemica riguardante la sua partecipazione al festival che ammonterebbe a 650mila euro. Per molti un vero oltraggio, visto i tempi e le condizioni in cui sono costretti a vivere di molti italiani. Forse per questo che, quando durante la prima serata sono stati inviati gli uomini e le donne della Guardia di Finanza, della Croce Rossa, del Soccorso alpino, dell’Esercito, della Protezione e dei Vigili del fuoco, il conduttore ha ammesso pubblicamente che lui per primo non si esime ad aiutare chi ne ha bisogno. Chi si aspettava un idea originale e innovativa per questa inedita coppia, è rimasto sicuramente deluso.

La conduzione in tandem, infatti, non è risultata altro che una sorta di mix tra i due format che i rispettivi conduttori presentano nel corso delle stagioni televisive: “Tale e Quale show” e “C’è posta per te”. Nonostante la novità della ripresa video in backstage degli artisti in gara prima dell’esibizione che fa perdere il fascino dell’entrata sul palco, nonostante il clamore suscitato dalle critiche dell’ultima ora, lo spettacolo ha stentato a decollare, senza tener conto delle performance degli ospiti come Tiziano Ferro, con uno struggente omaggio a Luigi Tenco, e all’energia delle hits di Ricky Martin. Ma soprattutto sono le canzoni dei ventidue Big in gara che hanno lasciato più di una perplessità.

Ed è proprio la prima cantante della prima serata a salire sul palco, Giusy Ferreri, che non convince affatto, come lo stesso Al Bano che manca di mordente e anche di voce. Alessio Bernabei e Samuel, non si sono affatto discostati dal riproporre le loro abituali melodie. Elodie, con un brano scritto dalla sua musa ispiratrice Emma, Fabrizio Moro che si presenta con una canzone dedicata alla figlia e Ermal Meta, che presenta un brano sulla violenza domestica, sono convincenti e bravi. Lodovica Comello evidentemente è stata più attenta a scegliere il suo nude-look che la canzone.

Quella che già da novembre veniva designata come probabile vincitrice di questo Festival, Fiorella Mannoia, riesce con la sua canzone e interpretazione a rendere più che plausibile tali previsioni. Se lo stile del rapper Clamentino, lontano da quello sanremese, lo hanno mandato direttamente a rischio eliminazione, assieme alla scontata Giusy Ferreri, non si comprende come, invece, si potuto succedere anche alla bella canzone del bravissimo Ron: misteri di Sanremo.

La seconda serata, invece, seppur mostra un feeling maggiore tra i due conduttori, la parte dedicata allo spettacolo comunque appare lenta e fioca, ravvivata solo da qualche guizzo, che nulla ha a che fare con le canzoni. Fatta eccezione per la performance da fuoriclasse di Giorgia, che arriva all’Ariston in qualità di super-ospite, oppure, come quella dello stesso Robbie Williams, che stupisce tutti rubando un bacio a stampo alla De Filippi.

L’anima di Giorgia si percepisce anche nel testo della canzone di Sergio Sylvestre, il gigante buono, che con la sua interpretazione emoziona tanto. Trascinanti e coraggiosi risultano Paola Turci raffinata ed elegante, Michele Bravi con un pezzo non facile per un ragazzo della sua età, Chiara Galiazzo con una canzone complessa, e Marco Masini in versione hipster. Mentre Michele Zarrillo e Gigi D’Alessio rimangono confinati nel loro stile, ma l’esuberante Gigi non risparmia qualche stonatura di troppo.

A spiccare sia per il testo della canzone che per la sua performance arricchita da bella scenografia con tanto di una scimmia che balla, è Francesco Gabbani. Sicuramente la sua canzone sarà il tormento dell’estate. A finire nel girone del rischio eliminazione sono le due coppie nate apposta per l’occasione: Raige e Giulia Luzi e Nesli e Alice Paba.

In realtà, si poteva tranquillamente farne a meno, non solo per il nefasto esito, ma soprattutto per le deboli interpretazioni. A far loro compagnia arriva anche Bianca Atzei, che molti si ostinano, senza comprenderne il motivo, a considerala una Big ma che fino ad ora non ha lasciato alcun segno nel panorama musicale. E sembra che anche stavolta non sia quella giusta. A meno che non ci pensi Sanremo. Ma di interventi, in questa edizione, ne dovrà farne davvero tanti.

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