Accogliamo la sfida!

La disoccupazione influenza l’identità dei giovani

La disoccupazione influenza l’identità dei giovani

19 febbraio 2017

di Sabrina D’Angelis -

Sin dal settecento una combinazione  di problemi, quali trasformazione economica ambientale, il malessere dei ceti deboli e il bisogno di una più profonda conoscenza del vivere civile, hanno dato impulso all’indagine sociale e sospinto la scienza ad interrogarsi sulle implicazioni economiche  e psicologiche della condizione del disoccupato.

In conseguenza della crisi del ’29 si è andata intensificandosi l’analisi sulla disoccupazione e la condizione sociale dei disoccupati. La disoccupazione è oggi un fenomeno che cambia e, conseguentemente, muta anche il modo di leggere il fenomeno da parte delle scienze umane.

I sociologi studiano generalmente i disoccupati e gli economisti la disoccupazione. I primi si domandano non perché ci siano i disoccupati, ma come essi stanno o come reagiscono a questa condizione. Cosa causa la disoccupazione, perché aumenta o diminuisce, è, invece, il problema affrontato dagli economisti. Per loro l’entità del fenomeno dipende dalle azioni dell’individuo, imprenditore, Stato.

I sociologi partono da una situazione nella quale l’evento rappresentato dalla perdita di lavoro è un dato di fatto, analizzando, in questo modo, il comportamento del disoccupato e le sue relazioni con gli altri soggetti, la modifica di certe abitudini consolidate, in particolar modo la modalità di affronto del problema.

Per la comprensione di alcuni aspetti dell’argomento, le discipline psicologiche e psichiatriche possono offrire concettualizzazioni teoriche e risultati di ricerca empiriche. Da un punto di vista psico-sociologico si può dire che l’individuo tende a costruire un’immagine di sé sulla base dei ruoli che sente più propri, e sulla base di questi si sviluppano una serie di qualità che influenzano l’integrazione sociale; dal lato opposto, la sensazione di essere in grado di ottemperare propriamente ai ruoli sentiti come più propri si sviluppa l’autostima. L’intensità di questi effetti è commisurato al peso che il ruolo lavorativo ha per i diversi individui.

Concludendo, le ricerche sugli effetti psicologici e psichiatrici fanno emergere un dato importante, ossia il fatto che la disoccupazione, la diminuzione di autostima quindi, rallenti il processo di maturazione psicologica e renda più confusa la percezione della propria identità.

Lascia un commento