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Cresce in Italia il numero di minori che vivono in povertà

Cresce in Italia il numero di minori che vivono in povertà

18 maggio 2017

di Antimo Verde – Il nuovo rapporto di Save the Children dal titolo: “Futuro in partenza? L’impatto delle povertà educative sull’infanzia in Italia”, presentato in occasione del rilancio della campagna per il contrasto alla povertà educativa, mostra una condizione tutt’altro che positiva e un’Italia che stenta a far decollare il futuro dei suoi bambini e dei suoi ragazzi, rimanendo, per l’ennesima volta, a larga distanza dal resto dell’Europa.

Nonostante negli ultimi 20 anni il numero dei ragazzi che abbandonano la scuola sia sia dimezzato, il nostro Paese rimane comunque indietro rispetto agli altri stati Europei, dove la media si assesta sull’11% posizionandosi al quartultimo posto. Solo in Romania, Spagna e Malta la situazione è peggiore.

Il rapporto indica che in Italia la percentuale di minori in povertà assoluta è arrivata a superare il milione, cifra che è quasi triplicata negli ultimi 10 anni, e che si trovano prevalentemente nelle regioni meridionali. Sono soprattutto i minori che provengono dalle famiglie svantaggiate dal punto di vista socio-economico a subire le più gravi conseguenze della povertà educativa.

Purtroppo si tratta di un fenomeno in forte crescita, visto che anche la percentuale di minori che vivono in povertà relativa, è quasi raddoppia negli ultimi dieci anni e arrivano a toccare più di 2 milioni di ragazzi. Seppure la percentuale di studenti che non raggiungono le competenze minime in matematica sia scesa di 10 punti percentuali, il trend positivo si è arrestato negli ultimi sei anni.

Ma il fattore che più sorprende riguarda il numero di ragazzi che non partecipano ad attività culturali, ricreative e sportive che è sensibilmente diminuito dal 2013 arrivando a toccare attualmente il 60%. Il dato più grave riguarda i bambini che non riescono a frequentare le scuole primarie.

La situazione sempre più disagiata si verifica nel profondo Sud dove poco più di 1 bambino su 10 riesce ad andare al nido e solo la metà degli alunni usufruisce della mensa scolastica, una situazione che, però, tocca anche tutti gli studenti d’Italia.

Per quanto riguarda il tempo pieno, questo è assente nel 68% delle classi nella scuola primaria e nell’85% nella secondaria: e anche in questo caso le regioni che risultano essere le più disagiate nell’offrire tale servizio sono le regioni meridionali.

I dati più sconvolgenti riguardano però quelli relativi alla povertà educativa fuori dal contesto scolastico. In una società che ormai offre tutto e alla portata di tutti, nel rapporto si evince al contrario, che 1 minore su 10 tra i 6 e i 17 anni nel 2016 non è mai andato al teatro o al museo, non ha visitato mostre, monumenti o siti archeologici, non ha fatto sport con assiduità, non ha letto nemmeno un libro ed non ha utilizzato Internet ogni giorno.

Anche in questi ultimi casi, sono i minori residenti nel meridione, soprattutto in Calabria, Sicilia e Campania, a non aver svolto neppure 4 delle attività citate. Mentre quelli più attivi e propositivi risultano essere i ragazzi residenti a Bolzano e Trento.

Proprio per evitare un ulteriore effetto di impoverimento prima culturale e poi reale, Save the Children ha lanciato perciò una petizione per chiedere al Governo e al Parlamento di attuare una serie di provvedimenti fondamentali per garantire a tutti i bambini l’accesso al nido, un sistema di mense scolastiche uguale per tutti e l’attuazione immediata del piano di contrasto alla povertà di recente varato dal Parlamento.

Senza tali misure e l’adeguata cura per le nuove generazioni il rischio di un impoverimento sociale e culturale è sempre più grave. Occorre, pertanto, saper correre ai ripari per impedire un ulteriore dissesto sociale che può mettere a repentaglio il decoro e la dignità dei cittadini del domani.

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