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Daniele Piombi, il giornalista gentiluomo della televisione

Daniele Piombi, il giornalista gentiluomo della televisione

20 maggio 2017

di Antimo Verde – Tra i padri fondatori della televisione italiana, oltre Mike Bongiorno, Corrado ed Enzo Tortora, va sicuramente annoverato anche il meno noto al pubblico più giovane, Daniele Piombi. Anche se ai telespettatori più distratti e dell’ultima generazione, il suo nome non desta alcun ricordo o non è riconducibile immediatamente ad alcun volto familiare, Piombi ha segnato gli anni più importanti della storia della televisione.

Elegante, fine, garbato e signorile, il bravo presentatore rispecchiava appieno l’aria gentile e il modo rispettoso di quella televisione che lui stesso aveva contribuito a divulgare e che ora si sente orfana di uno dei suoi figli più diligenti e amati.Infatti, dopo lunghe sofferenze dovute ad una caduta sul suo terrazzo, mentre annaffiava i suoi adorati fiori, e dopo aver affrontato quattro interventi chirurgici in 11 cliniche diverse, si è spento all’età di 84 anni, circondato dall’affetto dei suoi cari.

Nato a San Pietro in Casale, in provincia di Bologna, nel 1933, abita a lungo a Reggio Emilia, per poi studiare Scienze Politiche all’Università di Firenze, dove ha come docente, uno dei più importanti politici della Prima Repubblica, Giovanni Spadolini.

Ma il suo amore per lo spettacolo e il giornalismo lo fanno esibire in riviste studentesche fino ad entrare nel mondo dello spettacolo in maniera del tutto casuale, grazie all’incontro con un impresario modenese che gli offre di presentare una tournée dei sei cantanti in gara al Festival di Sanremo del 1956. Quel primo passo nel mondo dello spettacolo gli consente di effettuare un provino alla RAI di Torino, dove gli viene chiesto di improvvisare una telecronaca e in cui è promosso come “abile improvvisatore adatto al giornalismo”.

Il suo esordio in televisione avviene a fianco di un altro volto noto dell’epoca, Renèè Longarini, con cui conduce il programma “Viaggiare”, dove consiglia agli increduli telespettatori viaggi in giro di un Europa ancora sconosciuta ai più. Prende parte alle kermesse più importanti del momento, come la presentazione del “Cantagiro”, “Il Festival di Napoli” e “ Il Festival di Sanremo”, ma il suo nome sarà indissolubilmente legato al Premio della Regia Televisiva, che per molti anni è legato alla testata giornalistica “Sorrisi e Canzoni Tv” e al più famoso “Telegatto”, per poi distaccarsene.

Molto più comunemente conosciuti come gli “Oscar della Tv”, Piombi si trova al centro di una diatriba legale, che vede la stessa Hollywood in primo piano. Infatti, l’ Academy Of Motion Pictures Arts and Sciences cita lo stesso Piombi e la RAI diffidandoli dall’utilizzo della parola “Oscar” durante il “Premio Regia Televisiva”.

Ma il coraggioso giornalista dimostra tutta la sua audacia, determinazione e passione per la sua creatura, tanto che cita a sua volta l’Academy, con il risultato che ben due tribunali, quello di Los Angeles e quello di Vienna, danno torto all’Academy ritenendo assolutamente legittimo l’uso da parte dello stesso e della RAI del marchio “Oscar Tv”, poiché la stessa parola è entrata di diritto nel linguaggio comune. Coraggio e passione che non vengono meno, neppure quando la televisione pubblica inizia a trascuralo e metterlo da parte.

Non perdendosi d’animo e armato di tanta umiltà, inizia a collaborare con piccole televisioni locali private, arrivando a fare quattro trasmissioni diverse in una settimana. Pur non tradendo il suo ruolo di bravo e impeccabile presentatore, non rinuncia a prendersi in giro, come nella sempre divertente parodia dei Promessi Sposi ad opera del Trio Lopez-Marchesini-Solenghi, dove vestito in costume d’epoca con gorgiera e calzamaglie, incorona con la fascia da reginetta di bellezza, una sensuale e inconsueta Lucia Mondella interpretata dalla Marchesini.

Sebbene fosse costantemente concentrato sul “Premio Regia Televisiva”, realizza ugualmente altri progetti come “Made in Italy” dedicate agli stilisti, alla moda di gioielli e pelletterie italiani e “L’itinerario di Colombo nella Repubblica Dominicana”, documentario venduto, poi, in tutto il mondo.

Nonostante apprezzamenti e riconoscimenti del ruolo di conduttore e di presentatore che gli hanno consentito di entrare nelle case di milioni di telespettatori e di segnare la storia della televisione italiana, Piombi continuava a sentirsi un semplice giornalista e così desiderava essere ricordato.

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