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Laura Biagiotti: la regina del Made in Italy nel mondo

Laura Biagiotti: la regina del Made in Italy nel mondo

27 maggio 2017

di Antimo Verde – Era conosciuta da tutto il mondo semplicemente come la regina del cachemire. Così il New York Times, aveva definito Laura Biagiotti per l’utilizzo di quella lana preziosa in quasi tutti i suoi abiti. La stilista con il suo inconfondibile sorriso dolce e aperto lascia tutto il mondo della moda in un struggente lutto, per via di un arresto cardiaco che stronca la sua vita all’età di 73 anni. Nata a Porta Latina, a sei anni si trasferisce con mamma Delia e papà Giuseppe in via Salaria, nei pressi di piazza Fiume.

E’ sempre rimasta legatissima alla sua città natale, tanto da dedicarle anche una linea di profumi che le valgono numerosi apprezzamenti e riconoscimenti. Ma è dalla sartoria della sua mamma che ha inizio la sua grande avventura che la porterà a presentare i suoi capi in giro per tutto il mondo. Infatti, nonostante sia ancora una studentessa di archeologia, decide di entrare in azienda per dare una mano a mamma Delia.

Sono gli albori del pret-à-porter italiano, e la Biagiotti fonda una società per acquisire la produzione e la distribuzione di alcuni dei nomi più importanti della moda. Ma è nel 1972 con la sua prima collezione a Firenze che si impone all’attenzione internazionale ponendo le basi per il Made in Italy. Infatti assieme all’altra stilista Krizia, sarà considerata come una delle ambasciatrice più illustri della moda italiana nel mondo, soprattutto per le numerosi relazioni commerciali e culturali che ha saputo intrecciare negli anni.

E difatti, nel 1988, è la prima stilista italiana a sfilare a Pechino, dove 30 modelle cinesi indossano quasi 150 delle sue più creazioni più iconiche, incoronandola prima italiana a portare una sfilata di moda in Cina. Neanche 10 anni dopo, la storia si ripete. Per la Biagiotti si spalancano le porte del Grande Teatro del Cremlino e nel 1995 segna un nuovo record, diventando la prima stilista italiana a sfilare a Mosca, nella vecchia sede del PCUS. Diventa l’emblema di una storia imprenditoriale tutta italiana.

Ma la sua attenzione non si rivolge solo alla moda. Dimostrando una grande sensibilità culturale, diventa mecenate della sua adorata città natale investendo sul suo patrimonio artistico. Finanzia il restauro della Scala Cordonata del Campidoglio, disegnata da Michelangelo e qualche anno dopo, contribuisce al restauro delle fontane di Piazza Farnese. Non contenta dona alla Capitale una serie di opere di Giacomo Ball, del quale custodiva una delle più importanti collezioni italiane.

Conservate nel Castello di Marco Simone a Guidonia, che restaura e dove sceglie di vivere assieme al marito Gianni Cigna, le opere di Balla della couturière romana sono state prestate anche a vari musei, tra cui il Chiostro del Bramante e l’Ara Pacis. Nonostante la sua fama riconosciuta a livello internazionale, avrebbe potuto trasferire il suo atelier di prêt-à-porter in altre città più vantaggiose, invece, decide di rimanere legata coraggiosamente a Roma, che certo è molto lontana dai campi d’azione della moda.

Ma ciò non le impedisce di raggiungere i 50 gli anni di una carriera e presentare oltre 70 collezioni di abbigliamento e accessori tra le quali la linea di pret-à-porter Laura Biagiotti, la linea junior Laura Biagiotti Dolls, disegnata dalla figlia Lavinia borse, occhiali, foulard, ombrelli, calze e calzature uomo donna e bambino, e biancheria per la casa. A dimostrazione della sua bravura e grandezza non mancano innumerevoli riconoscimenti internazionali, come quelli ricevuti a New York per il premio Donna dell’Anno, a Pechino per il trofeo Marco Polo per aver portato l’industria italiana in Cina.

Ma anche l’Italia non manca di omaggiarla e renderle merito. Il Presidente della Repubblica Scalfaro le conferisce l’onorificenza di Cavaliere del Lavoro dal per l’alto contributo dato alla diffusione del prestigio del Made in Italy nel mondo e il Presidente Giorgio Napolitano le consegna il Premio Leonardo, per la prima volta nelle mani di una donna. Addirittura nel 2002 le Poste italiane emettono un francobollo dedicato alla stilista raffigurante un abito Biagiotti ispirato a profili della Roma Classica.

Senza dimenticare, tra i più importanti, il Leone Cristallo alla Carriera, premio ricevuto durante il Gala Ufficiale a conclusione della 64/a Mostra del Cinema di Venezia. Per il suo consueto modo di vestire, viene definita la “signora in bianco”, e così ci piace ricordarla mentre passeggia di notte tra le strade della sua amata Roma.

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