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La bellezza della lentezza per imparare chi siamo

La bellezza della lentezza per imparare chi siamo

6 giugno 2017

di Teresa Beltrano –

Ho letto con particolare interesse e gioia, la nuova favola, Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza,  scritta da Luis Sepúlveda, famoso scrittore cileno, autore di best-seller come quello  della fiaba più bella e commovente che sia stata scritta negli ultimi anni, Storia di  una Gabbianella e del gatto che le insegnò a volare. La fiaba della Lumaca,  nasce dalla domanda che il piccolo Daniel, fa al nonno scrittore: “Perché è così lenta la lumaca?”.

Mentre leggevo la fiaba mi appassionavo, della bellezza della lumaca e della sua ostinata ricerca per scoprire il senso della sua lentezza, del  desiderio forte e sconvolgente di avere un proprio nome e di uscire dal proprio territorio, già conosciuto e già assaporato, per andare oltre… Per intraprendere il viaggio alla ricerca della propria qualità, ossia della lentezza  e della scoperta della preziosità di ciò che si è, della propria identità e della possibilità di coinvolgere altri in questo viaggio della vita!Per scoprire nuovi mondi e per capire chi siamo, è necessario  confrontarsi con gli altri, è necessario mettersi in viaggio e imparare ad apprezzare la bellezza di qualità che riteniamo poco importanti  e necessarie. Una fiaba d’altri tempi, quella della lumaca.  Come possiamo parlare di lentezza, in un contesto culturale e mediale, in cui ciò che conta è arrivare prima… è la velocità. Messaggi  veloci, frasi abbreviate, linea  internet a banda larga e super veloce…,  collegamenti Wi-Fi che ci permettono di rimanere connessi, sempre e ovunque… Social net work come  Twitter, che ci costringono a formulare frasi e idee in 140 caratteri. Il nome “Twitter” deriva dal verbo inglese to tweet che significa “cinguettare”. Le frasi, devono essere come un cinguettio, veloce e spero altrettanto efficace!

È vero che, queste modalità comunicative,  possono costringerci a fare sintesi e dire in poche righe ciò che pensiamo e sentiamo…  E’ altrettanto vero che tutto è così veloce che non abbiamo, molto tempo, non solo fisico, ma psicologico e intellettivo di fermarci, di riflettere su ciò che viviamo e sentiamo, con un po’ di lentezza.  Siamo sempre così immersi in un ritmo vertiginoso, che spesso prende il sopravvento in noi  e non ci aiuta a trovare il senso profondo delle cose,della natura degli  eventi, notizie, relazioni , persone, con cui viviamo e ambiente in cui ci muoviamo. La lentezza è la possibilità del recupero del vissuto quotidiano. L’opportunità di leggere “dentro” agli eventi e“dentro” le vicende della nostra storia, per cercare un senso, per scoprire un po’ di più chi siamo e per scoprire ciò che ci spinge a essere sempre più veloci, ciò che ci costringe a interagire più con la tecnologia che con le persone in carne e ossa! Per scoprire il volto di chi ci sta accanto in metropolitana o in un autobus affollato, scollegandoci per qualche minuto dalla rete.

Una metafora, quella della lumaca,  incredibilmente affascinante in questo nostro ambiente iper mediale e “liquido”, per definirono alla maniera di ZygmuntBauman, che non ci permette più, di assaporare la bellezza di ciò che ci appare lento, in noi,  e attorno a noi!

Marianne Moore,  poetessa e scrittrice statunitense, ha dedicato alla lumaca queste stupende righe:

Se«la sintesi è la grazia dello stile»,tula possiedi.
Contrarsiè una virtùcom’èuna virtù la modestia.
Nonè l’acquisto d’una cosa qualsiasichesia solo ornamentaleola qualità secondaria che accompagna
qualcosadi ben detto  cheapprezziamo nello stile,mail principio nascosto
nell’assenzadi piedi, «un modo per concludere»; «unaconoscenza di princìpi»,
nelcurioso fenomeno del tuo cornooccipitale.

 

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