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Concerto evento per celebrare il “komandante”

Concerto evento per celebrare il “komandante”

2 luglio 2017

di Antimo Verde – La città di Modena per un giorno è stata al centro del mondo e ha fatto la storia della musica, ospitando l’evento record dedicato ai 40 anni di carriera della rock star italiana più amata: Vasco Rossi. Un concertone che proietta direttamente il cantante e la città emiliana nel guiness dei primati con i suoi 225mila partecipanti paganti, frantumando il precedente record che apparteneva al gruppo degli A-Ha con soli 198 mila e che risaliva al 1991. Già dalla messa in vendita dei biglietti, si era capito l’aria che tirava. Esauriti in pochi minuti e rimessi sul mercato con prezzi lievitati al 1200% in più.

La richiesta enorme di partecipazione e la voglia di accontentare tutti i fans hanno portato anche i cinema, più di 1400, a proiettare il concerto in diretta nelle sale di tutta Italia, dove sono stati staccati 51mila biglietti, e a far trasmettere la serata sulla prima rete pubblica, in una trasmissione condotta da Paolo Bonolis, prestato per l’occasione da Mediaset alla Rai. Un programma che, per motivi di diritti d’autore ha potuto mandare in onda solo 28 brani, suscitando non poche polemiche tra i fans, ma che ha registrato comunque, 5milioni e 633mila telespettatori e il 36,14% di share, contribuendo a fare del concerto un vero evento mediatico. Insomma, tutti uniti per vedere e ascoltare il “Blasco” nazionale.

Un’occasione davvero unica per festeggiare un grande traguardo per la carriera di uno cantautori italiani di maggior successo, che nonostante, non sia particolarmente famoso al di fuori dei confini dello stivale, ha venduto sino ad ora la bellezza di 35 milioni di copie di dischi. Sebbene agli esordi sia stato criticato e giudicato per via del suo stile di vita sregolato caratterizzato da alcol, droghe, donne, sempre raccontati nelle sue controverse canzoni, il “Komandante”, appellativo affibbiatogli dai membri del suo fan club, con gli anni ha abbandonato la sua iniziale inquietudine e il suo discusso modus vivendi, riuscendo a conquistare anche i più diffidenti con la profondità dei suoi brani.

La scelta del cantante di celebrare questa importante ricorrenza nella città di Modena è dovuta semplicemente al fatto che la sua storia canora, inizia proprio da quel luogo. Con la vincita del primo concorso canoro a 11 anni e del quale lui non ricorda neanche più. Da qui riparte per chiudere un cerchio, per fare il punto di una carriera unica. Delle oltre 150 canzoni che ha scritto, contenute nei 30 album pubblicati, Vasco ne ha scelto 40, come la ricorrenza, per una galoppata lunga tre ore e mezzo, maestosa e imponente, per ricordare la sua vita e di tutti quelli che lo hanno seguito. Ma non solo, perché le canzoni del signor Rossi più famoso d’Italia, sono impresse nella memoria e nelle orecchie di tutti gli italiani.

Su un palco largo 130 metri e con 1500 metri quadri di schermi in movimento, che hanno permesso anche ai più lontani di godersi lo spettacolo, che più che sugli effetti speciali, ha puntato tutto su di lui e sulle sue canzoni, diventando cerimoniere di un vero rito. Alle 21 in punto, il “Blasco” si presenta davanti al suo pubblico, sfoggiando una giacca di pelle gialla e una forma fisica ritrovata, intonando “Colpa d’Alfredo”, il brano della svolta rock, la canzone manifesto in cui si urla “Modena Park!”.

La prima parte dello show è tutta dedicata agli anni Ottanta. E così ecco che tutto d’un fiato si entra in un tunnel del tempo da percorrere all’indietro. Le sue canzoni sono conosciute, ormai, da tre generazioni e allora è anche giusto che vengano inserite in scaletta brani mai inseriti, come “Il tempo crea eroi”. Dopo gli Ottanta è la volta dei Novanta: “Gli spari sopra”, “Stupendo”, “Vivere”. A far da ponte ci pensa “Liberi Liberi”, che raramente il Komandante mette in scaletta.

Prima de “Gli spari sopra”, invita il pubblico a non aver paura, a non cedere al terrorismo. Vista la grande quantità di persone presenti, il doppio del numero di cittadini usuali, aleggiava una certa preoccupazione per atti terroristici, ma la sicurezza ha svolto perfettamente il suo dovere permettendo di godersi appieno la serata. Il presente si inserisce nella terza parte, con, tra le altre, “I soliti”, “Sally”, “Un senso”, “Siamo solo noi” e “Vita spericolata”.

Ed è, come da tradizione, “Albachiara” a chiudere, tra i fuochi d’artificio, quella che lo stesso Vasco ha definito la “tempesta perfetta”, ribadendo che non sarebbe finita lì. E noi siamo già pronti ad aspettarlo per nuove e straordinarie emozioni.

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