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Anziani, rischio sovradosaggio per farmaci doppioni

Anziani, rischio sovradosaggio per farmaci doppioni

27 luglio 2017

di Antimo Verde – Una mela al giorno toglie il medico di torno. Un vecchio detto che è stato confermato, poi, anche da una ricerca scientifica pubblicata su una rivista internazionale negli anni Duemila. Peccato però, che con l’avanzare dell’età, di mele se ne mangino sempre meno e sostituite da una quantità impressionante di pillole e pasticche di tutte le misure e di tutti i colori che riempiono in maniera eccessiva l’armadietto dei medicinali. È naturale che ciò accada, visto che con il passare degli anni aumentano malanni e disturbi e la cura di patologie come diabete, ipertensione e colesterolo è quantomai necessaria.

Purtroppo, però, proprio per cercare una soluzione ad alcune tra le più comuni malattie, con semplici e comode pasticche, si rischia di andare in sovradosaggio. Infatti, la cura di molti acciacchi è la stessa e perciò si rischia di assumere, con farmaci doppioni una razione doppia del principio attivo sufficiente a combattere i medesimi disturbi. Ad essere soggetti a tale pericolo sono soprattutto gli anziani, a causa dei molteplici e concomitanti malanni a cui sono predisposti e in Italia, risultano essere circa 150 mila gli over 75 a rischio iperdosaggio.

Ed è proprio il sovradosaggio a causare un ricovero su dieci e più esattamente il 15% dei pazienti anziani che fanno più di una terapia. La cosa preoccupante è che in Italia, sono più di un milione i pazienti over 65 a cui sono prescritti 10 o più farmaci e un anziano con età compresa tra i 65 e i 74 anni consuma ogni giorno in media 2,8 dosi unitarie di medicinali, che diventano 4,1 quando si superano i 74 anni.

Inoltre, tra i 75 e gli 84 anni, il 55% dei pazienti sono trattati con 5-9 farmaci e il 14% con 10 o più farmaci. I ricoveri sono dovuti soprattutto a causa di effetti collaterali e di complicanze dovute ad un errato utilizzo di farmaci a trattamenti medici non corretti.

Tra i primi 30 farmaci più prescritti, ben 19 interessano l’apparato cardiovascolare. È stato dimostrato che il numero delle interazioni tra farmaci cresce con una progressione matematica, quindi l’assunzione di tre medicine porta la probabilità di interazioni a tre, ma già con sei farmaci le interazioni possibili salgono fino a quindici, e con dieci farmaci addirittura a quarantacinque.

A ciò si aggiunge, poi, che sono proprio le malattie cardiovascolari le responsabili dell’80% delle morti nella popolazione tra i 65 e i 75 anni e del 60% di quelle dai 75 anni in su.

Inoltre, circa la metà dei decessi in Italia avviene tra i 65 e gli 84 anni principalmente per malattie ischemiche e cerebrovascolari. Con la lettura di tali dati, risulta assolutamente palese che gli anziani corrono un pericoloso rischio con il consumo di più farmaci che aumenta conseguenzialmente con il superamento degli ottant’anni. Secondo Alessandro Boccanelli, presidente della Sicge, la Società Italiana di Cardiologia Geriatrica, si è di fronte ad un’emergenza molto seria.

In Italia, infatti, gli ultra 65enni sono oltre il 21% della popolazione totale, e sono destinati a superare il 33% entro 20 anni. La duplicazione terapeutica, con casi frequenti di assunzione di farmaci della stessa classe, nasce da problemi di comunicazione tra medico e paziente e tra più medici che seguono lo stesso paziente. Da qui la decisione di istituire un numero verde dedicato agli over65, l’800 894 140.

Niccolò Marchionni, direttore del Dipartimento Cardiotoracovascolare di Careggi-Firenze, spiega che si tratta di uno dei servizi, offerti dalla “Sicge Community” in partnership con FederAnziani, dedicato alle patologie cardiovascolari nell’età avanzata.

Accedendo, poi al sito della Sicge, la community offre gratuitamente un’ampia serie di servizi rivolti ai cittadini over 65 e ai loro familiari, fornisce tutte le informazioni necessarie e i consigli utili per la prevenzione e la cura delle malattie cardiovascolari, oltre alla possibilità di usufruire di filmati informativi e di consultare gli elenchi dei centri di eccellenza.

Insomma, un reale e concreto sostegno per i nostri anziani che rappresentano, ora più che mai, un inestimabile passato da preservare e un prezioso presente da tutelare.

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