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Un abbraccio e tutto passa: una favola che diventa realtà

Un abbraccio e tutto passa: una favola che diventa realtà

7 ottobre 2017

di Anna Maria De Micco -

La favola è un semplice racconto con delle sue caratteristiche: i personaggi non sono reali; c’è sempre un personaggio buono e uno cattivo; terminano con un lieto fine.

Un grande strumento pedagogico, che aiuta il bambino a comprendere, in maniera semplice, i valori fondamentali della vita, quali la solidarietà, l’amore, l’amicizia. Quelli che noi adulti definiamo come ideali della società.

La favola, dunque, è per noi genitori un modo per parlare con i nostri figli. Pensiamo a quante favole raccontiamo prima della nanna, durante i pasti …

Un abbraccio e tutto passa è una favola, concepita in un momento della mia vita di profonda riflessione, come madre e come spettatrice di quello che è il film più bello mai visto: la mia vita!

E ho sentito nel mio cuore il peso della sofferenza e della  gioia, ma anche la sofferenza e la gioia di chi mi sta intorno. L’ho percepita in quanto madre e moglie, ma anche come insegnante (lì dove la scuola, oggi, spesso si preoccupa soprattutto di informare e sempre meno di formare ai valori della vita) e mediatrice familiare (vedo coppie che dimenticano un mancato mantenimento ma non riescono a dimenticare un tradimento, poiché questo ha colpito la loro anima).

La protagonista del libro si chiama Caterina, nella favola la descrivo come una bambina con i capelli ricci e dai modi assai carina, che vive un momento della sua vita non proprio felice.

Caterina, in realtà, è nel cuore di ognuno di noi. Intorno a noi ci sono tante Caterina che hanno vissuto o che vivono un momento poco felice.

Chi nella propria vita non ha sofferto? Chi non porta nel proprio cuore delle cicatrici, che vorrebbe rimarginare? Purtroppo per queste cicatrici, per questa sofferenza, non c’è una medicina, una pillola da somministrare prima o dopo i pasti.

L’unica cosa che aiuta/serve quando il nostro cuore piange per qualsiasi motivo è quello che da il titolo al testo e io racchiudo in un’espressione molto semplice: un abbraccio e tutto passa! Poiché, per chi sta male, non servono tante parole ma una semplice abbraccio che dica: “lo so stai soffrendo … ma sappi che ci sono”.

Tutti, non solo chi è affetto da una malattia invalidante, attraversa le perturbazioni del cuore fatte di mille sfumature: tristezza, gioia, rabbia, … E come accade a Caterina, solo la presenza di adulti capaci e pronti a condividere le perturbazioni del cuore attraverso un abbraccio, rendere la vita di chi sta soffrendo meno dura e più semplice da vivere.

Con questa consapevolezza, poiché credo nel potere dell’amore e dell’abbraccio, ho creato i giochi didattici. La didattica è una parte della pedagogia che studia i metodi di insegnamento. Pertanto i giochi didattici sono un valore perché: stimolano la fantasia; sono motivanti; diventano un’occasione che favorisce la partecipazione con i genitori; incoraggiano il bambino, in modo naturale, ad esplorare il mondo e ad apprendere, anche le emozioni. Pensiamo, ad esempio, alla gioia che prova il bambino quando gioca con i granelli di sabbia, che per magia si trasformano in forme sempre più vicine alla vita quotidiana.

Noi adulti abbiamo un grande dovere nei confronti dei bambini, ovvero quello di educare ai valori del rispetto della società e anche al valore del tempo, spazio sempre più considerato contenitore e non contenuto.

Questi giochi possono essere occasione per riflettere insieme, intorno ad un tavolo, seduti sul divano (come facevano i nostri nonni), non lasciandoli mai soli, su quelli che sono i valori della vita. Poiché è sui bambini che dobbiamo investire, non soltanto sul piano economico, ma soprattutto in termini di affettività, solidarietà e rispetto.

Vi abbraccio augurandomi di aver colpito i vostri cuori, con grinta, forza e speranza che la favola Un abbraccio e tutto passa possa diventare realtà.

 

 

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