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Ammore e malavita in una Napoli ancora credente

Ammore e malavita in una Napoli ancora credente

3 aprile 2019

Arriva sul piccolo schermo Ammore e malativa, il film prodotto da Manetti Bross, vincitore, alla sua uscita, del David di Donatello non solo come miglior film, ma anche per la migliore attrice non protagonista, i costumi, la musica, la canzone originale. Successo confermato da cinque Ciak d’oro e un Globo d’oro come migliore commedia.

Protagonisti Ciro e Fatima (Giampaolo Morelli e Serena Rossi), amici d’infanzia che il “destino” aveva separato da piccoli e che, ritrovatisi, dovranno affrontare la più difficile delle prove: l’incalzante e drammatica “comicità” dell’ambiente di camorra, amplificata dal falsetto di rimando neomelodico, capace di giocare magistralmente con la violenza criminale.

In questo contesto il segno religioso si pone come una presenza costante, accompagnando il duplice scontato binomio proprio delle attuali narrazioni: amore e criminalità. Fede celebrata, vissuta e ostentata a Napoli, che attraverso una serie di elementi simbolici, ritorna costantemente, anche se in maniera per nulla invadente.

All’interno di una trama, che nel genere assomiglia ad una intenzionale parodia di Gomorra, la rappresentazione del trascendente viene assorbita dal linguaggio pittoresco della pellicola, che altro non fa che refigurare elementi culturali propri dell’ambiente raccontato e, tra questi, il risaputo sentimento religioso. Un caso, o forse una scelta intenzionale, l’assenza di tutto ciò nel trailer ufficiale che, semplicemente sotto il piano sociosemiotico, non rende assolutamente la ricchezza di contenuti sacri.

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