Accogliamo la sfida!

Lo spazio come luogo dell’esistere

Lo spazio come luogo dell’esistere

26 agosto 2019

Di Teresa Beltrano -

Digito ergo sum, questa affermazione, l’ho trovata in una relazione per la crescita dell’impresa … disponibile nello spazio libero del web! Certo ben lontana dal senso profondo dell’espressione cartesiana cogito ergo sumPenso dunque sono, con cui il grande filosofo,  esprime la certezza indiscutibile che l’uomo ha di se stesso in quanto soggetto pensante. Non si può dire certo, la stessa cosa dell’assioma digito ergo sum,  una parola chiave illuminante per il fenomeno della Rete su cui  da tempo, rifletto.

L’illusione di esistere a partire dallo spazio digitale che occupiamo e che riempiamo nei social network ! L’illusione di condividere con tutti, con amici e amici degli amici, i nostri desideri, i nostri sogni, i momenti più belli e più tristi della vita … di condividere tutto, a volte troppo, tanto che non si riesce più a distinguere quello che ci appartiene come privato, personale, incluso il dolore e ciò che può essere condivisibile ossia, esposto alla sfera pubblica.

Nella vita reale, ci battiamo tantissimo per la tutela della privacy e del rispetto della nostra identità e della nostra libertà, ma parimenti, nella nostra vita  e nei rapporti digitali, non ci preoccupiamo molto di esporci, di raccontare tutto e di più, non solo digitandolo, ma raccontandolo per immagini, con foto vere, spesso dell’intimità familiare, del proprio vissuto e dei nostri sogni.

Ci illudiamo che le nostre cose, le condividiamo solo con gli amici, che poi in realtà sono amici in senso lato e molto allargato. Dimentichiamo che tutto ciò che va nella Rete, nell’oceano immenso di questo spazio, non lo possiamo più controllare, non ci appartiene più e tutti possono accedere, possono sapere, possono entrare nel nostro spazio privato. La scelta è lasciata a ciascuno di noi.

I social network, è vero, ci consentono di parlare e contattare persone fino a qualche anno fa irraggiungibili, ma credo che spetti alla gestione della nostra libertà e intelligenza non illuderci che solo digitando la nostra storia personale e familiare, noi esistiamo e siamo!

Anch’io ho il mio profilo nel social network più famoso, con una popolazione di utenti attivi che, in solo 10 anni, ha superato la soglia di 1,11 miliardi di unità. In Italia siamo circa 60 milioni di abitanti, il numero degli utenti di Facebook  italiani, è circa di  23 milioni. Facebook ha una penetrazione fra la popolazione italiana del 38,2%. È un numero molto alto e da non sottovalutare. La maggior parte della gente accede al web entrando nelle pagine di Facebook.

L’Italia si presenta all’11° posto fra i Paesi presenti su Facebook. Tutto questo ha sicuramente degli aspetti positivi, ma penso che ci dovremo fermare a riflettere sull’uso personale di questi spazi digitali e su ciò che ci spinge a immettere in questo libero universo virtuale, quello spazio privato e necessariamente da tutelare e conservare.

Gli spazi e lo spazio personale e famigliare è necessario preservarlo, custodirlo; dovrebbe essere  quello spazio in cui pochi, se non pochissimi, possono accedere, esso è una perla preziosa!

 

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