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L’intervista: Radio Siani, webradio della legalità/I parte

L’intervista: Radio Siani, webradio della legalità/I parte

1 ottobre 2011

di Emanuele Tanzilli -

Il 12 Giugno del 2007, a seguito dell’operazione “Reset”, condotta dai Carabinieri ad Ercolano, furono tradotte in carcere 54 persone e sequestrati 11 beni immobili.  Tra questi l’abitazione del boss Giovanni Birra. In quell’operazione venne smantellata anche Radio Nuova Ercolano, un’emittente al servizio della camorra, utilizzata per comunicare e inviare messaggi ai detenuti delle carceri di Secondigliano e Poggioreale.

A questi eventi è legata la nascita di Radio Siani. Abbiamo raggiunto Giulio Incoronato e Giuseppe Scognamiglio, protagonisti di questa iniziativa al servizio della legalità, e posto loro delle domande. Vi proponiamo la prima parte dell’intervista.

Da chi è nata l’idea di utilizzare beni confiscati per farvi sorgere una radio?

L’idea di realizzare Radio Siani nasce da un gruppo di giovani ercolanesi, cui si aggiungeranno via via i ragazzi dei comuni limitrofi. Un gruppo eterogeneo per esperienze e competenze, che ha sempre creduto nel potere dal basso e nella volontà di riscattare un paese che per oltre 30 anni è stato un fortino per la mala locale.  È anche grazie alla volontà della passata amministrazione guidata dal Dott. Nino Daniele e successivamente da quella del Dott. Vincenzo Strazzullo, che hanno sempre creduto e sostenuto il progetto, favorendone la realizzazione.

Qual è l’obiettivo della vostra Radio?

Contrastare quello che una volta era il lavoro di Radio Nuova Ercolano, utilizzando la casa del boss Giovanni Birra perché, li dove si parlava di morte, si potesse parlare di giustizia, di diritti, di responsabilità, di denuncia. A questo si aggiungeva il fatto che era dal 1980 che un gruppo di ragazzi non si univa per la condivisione di un fine comune e non esistevano sul territorio centri di aggregazione giovanile.

Perché dedicarla a Giancarlo Siani?

La scelta di intitolarla a Giancarlo Siani fu quasi spontanea, naturale. Chi conosce la storia sa che Giancarlo era un giovane giornalista pubblicista del Vomero che lavorava come precario per  il Mattino, facendo il corrispondente da Torre Annunziata. I suoi articoli, che urlavano a gran voce contro la Camorra, gli sono costati una condanna a morte, avvenuta il 23 Settembre del 1985. Fu ammazzato sotto casa, aveva compiuto da qualche giorno 26 anni. Un ragazzo normalissimo, un nostro coetaneo. L’unico giornalista campano ad essere ammazzato dalla camorra. Pensiamo che per la mission di cui ci facciamo promotori nessuno, meglio di lui, avrebbe potuto rappresentarci.

Come si svolge l’attività della vostra emittente?

Radio Siani è incentrata sulla produzione di informazione libera, senza bavaglio. Internet è il mezzo che utilizziamo per arrivare al pubblico. Il portale www.radiosiani.com è un network a 360° che include lo strumento radio, un giornale  ed una web TV. Al di là degli aspetti puramente burocratici e di gestione, che sono competenza dei responsabili del progetto, il lavoro quotidiano è frutto dell’impegno di una redazione composta da 20 ragazzi tra volontari e giornalisti, coordinati da un direttore responsabile e un direttore artistico. C’è un palinsesto radiofonico con trasmissioni quotidiane a carattere sociale, educativo, musicale, culturale, politico, speciali sulle vittime innocenti di camorra, personaggi impegnati o su temi particolarmente  caldi, curate dai giovani della redazione supportati in fase di diretta da un tecnico. Parallelamente alla ricerca e allo studio dei temi sui quali dibattere, c’è la scelta della playlist musicale. I brani selezionati sono il risultato di una minuziosa opera di ricerca poiché, non utilizzando Copyright, ossia brani coperti dai diritti SIAE, si utilizza musica Copyleft, esente dai diritti summenzionati, ma che prevede la citazione dell’autore. È questo anche un modo per promuovere artisti emergenti.

 

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