Accogliamo la sfida!

Si è spenta Anna Marchesini, la signora del Trio

Si è spenta Anna Marchesini, la signora del Trio

1 agosto 2016

di Antimo Verde – Chi non ha mai riso ad una battuta o ad uno sketch di quello che era definito semplicemente il “Trio”? Un trio che non aveva bisogno di nomi o definizioni, perché la sua forza e la sua essenza era assolutamente quella di non avere etichette, ma si basava sostanzialmente sulla bravura, sulla comicità, sull’intelligenza e sull’individualità dei tre, appunto, componenti del gruppo: Massimo Lopez, Tullio Solenghi e Anna Marchesini.

Quest’ultima, sempre energica e carismatica, ma soprattutto sensibile e colta, dopo una malattia durata dieci anni, che l’ha costretta a battaglie lunghe ed estenuanti per poter sopravvivere più a lungo, alla fine si è dovuta arrendere e dire addio alla vita. Anna Marchesini, è stata un’artista che ha spaziato in ogni campo dello spettacolo, dal teatro alla televisione, dal mondo dei libri a quello dell’imitazione. Sempre all’insegna dell’ironia e dell’intelligenza.

Il suo sogno da bambina è quello di diventare attrice e di entrare nell’Accademia Teatrale Silvio D’Amico, sebbene si sia già laureata in Psicologia e nonostante già due netti rifiuti. Riesce a diplomarsi poi, nella sua tanto desiderata Accademia, debuttando con Tino Buazzelli nello spettacolo “Il Borghese Gentiluomo”. Pur continuando la sua attività teatrale, la svolta per la sua carriera arriva grazie all’incontro in Svizzera con Tullio Solenghi, dove collaborano in un programma per gli italiani. Nello stesso periodo, lavorando al doppiaggio di cartoni animati conosce Massimo Lopez.

Con loro ride e si diverte instancabilmente e viene naturale unirsi ad essi per lavorare insieme e formare appunto il “Trio”, che scriverà pagine importanti della storia della televisione e del teatro. Dopo alcuni spettacoli radio-televisivi come “Helzapoppin Radio Due” e “Scacco Matto”, la vera popolarità arriva prima con “Domenica In”, dove la Marchesini si distingue per l’irriverente imitazione della Lollobrigida e poi con “Fantastico”, dove sono al centro di un vera crisi diplomatica, poiché prendono di mira l’Ayatollah Khomeini, incentrato sull’allora scottante caso Iran-gate.

La reazione di Teheran allo spettacolo è particolarmente veemente, tanto che per ritorsione l’Iran Air sospende i voli per l’Italia, mentre il Governo iraniano richiama l’ambasciatore a Roma e chiude l’Istituto italiano di cultura di Teheran. Nei giorni successivi intorno all’ambasciata italiana a Teheran si registrano disordini e tre diplomatici vengono espulsi. La partecipazione del Trio al programma viene sospesa per qualche tempo e, dopo due mesi di tensione, solo l’intervento della diplomazia italiana riesce a far rientrare l’incidente. La Rai si impegna, anche per il futuro, a non replicare in alcun modo lo sketch.

Il loro debutto al teatro avviene con lo spettacolo “Allacciare le cinture di sicurezza”. Replicato di seguito per tre anni, lo spettacolo viene premiato con il “Biglietto d’oro”. Dopo una solenne e classica riproposizione in televisione de “ I Promessi Sposi” ad opera di Salvatore Nocita, con un cast stellare, tocca al “Trio” riproporre la loro versione. Il risultato è eclatante: ogni puntata è vista da più di 13 milioni di telespettatori.

Anche se il successo continua inesorabile, per via delle scelte individuali di Massimo Lopez, il “Trio” si scioglie, ricomponendosi solo nel 2008, quando torna per la celebrazione dei 25 anni di attività. Per la Marchesini inizia una nuova fase della sua carriera dove esprime in maniera ancora più accentuata il suo talento sia di attrice, di autrice, che scrittrice.

Memorabili rimarranno alcuni dei suoi personaggi portati sul piccolo schermo, come la sciroccata “Signorina Carlo”, la focosa Dolores-Bella Figheira, la cuffietta della “cameriera secca dei signori Montagné”, i pettegolezzi da condominio della Sora Flora, la sbandata Giulietta, delusa dai suoi rapporti con Romeo, che masticando chewin gum se la prende in romanesco con il suo innamorato. Le sue “caricature” sono ispirate dalla passione per la vita, sua e degli altri.

Una vita però, che deve fare i conti, con l’artrite reumatoide in forma aggravata e che la costringe, prima a lottare, e a stare lontana dal palco teatrale e dal piccolo schermo per oltre dieci anni, poi ad arrendersi. Con la sua morte, il mondo dello spettacolo rimane orfano di una delle artistiche più eclettiche e sensibili. Ma il suo ricordo e quello dei suoi personaggi rimarrà indelebile nei cuori di quanti hanno riso alle loro esilaranti battute.

Lascia un commento