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A Castel Volturno Dio è bianco come la “neve”

A Castel Volturno Dio è bianco come la “neve”

26 maggio 2017

Dialoghi in lingua inglese, francese e napoletana, tutto rigorosamente sottotitolato. La-bas, a Castel Volturno, dove chilometri di pineta usurpata da degrado e abusi edilizi, dividono un mare che ormai non bagna più, da una lunga strada dove si vendono attimi di gioia e di piacere: la “domiziana”.

L’ambientazione è questa, i luoghi non proprio, i personaggi … verosimili.

Accade che il “sogno americano” per i fratelli africani è l’Italia e lo zio emigrato in cerca di fortuna, ti scrive per raccontarti il suo paradiso. Così Yussouf arriva a Castel Volturno per una strada lastricata da tante buone intenzioni, ma che in realtà lo costringerà a scendere all’inferno. Educato al crimine da Moses, conoscerà il volto bianco come la “neve” di un dio che promette ricchezza e potere, contrapposto alla debolezza delle pratiche islamiche. Una fede spontanea, sincera e soprattutto ingenua come la sensibile vena artistica di Yussouf e delle sue illusioni stilizzate: le sue opere che mai si realizzeranno, il super zio che si rivela un tiranno, l’amore schiavizzato da altri e costretto a battere a buon mercato!

Come salvarsi? Abbandonando le scarpe che ti hanno fatto volare, spogliandoti del bianco di quel dio che ti ha tentato, presentandoti nudo a chiedere perdono a chi voleva farti vendere i fazzoletti ai semafori e adesso ti accoglie sotto la bandiera protettiva della tua Patria!

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