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CinEducazione: In un mondo migliore

CinEducazione: In un mondo migliore

18 aprile 2011

In un mondo migliore

Genere: Drammatico

Regia: Susanne Bier

Cast: Mikael Persbrandt, Markus Rygaard, William Jøhnk Nielsen, Trine Dyrholm, Ulrich Thomsen, Anette Støvelbæk, Toke Lars Bjarke, Camilla Gottlieb.

Anno: 2010

 

di Teresa Beltrano

“Non si può andare in giro a dare botte alle persone, così non si arriva da nessuna parte. Che mondo sarebbe se facessimo tutti così! Lui si è comportato da idiota, se lo picchiassi anch’io mi comporterei da idiota, finirei in prigione, tu resteresti senza padre e avrebbe vinto lui in ogni caso”.

Afferma il dottor Anton, interpretato da Mikael Persbrandt, nel dialogo con il figlio Elias ruolo affidato al giovanissimo, ma altrettanto convincente Markus Rygaard. Il mondo dipinto da Susanne Bier nella sua ultima pellicola è il nostro mondo in cui le dinamiche della violenza e il sopruso non conoscono confini geografici. Lo sguardo profondo e attento della Bier ci offre la possibilità, attraverso i suo personaggi, di scegliere una risposta alternativa alla provocazione di atteggiamenti violenti e alla sofferenza della vita. In un mondo migliore è stato accolto molto bene all’ultimo Festival Internazionale del Film di Roma. La pellicola ha conquistato il Gran Premio della Giuria e il Premio del Pubblico, due riconoscimenti importanti ai quali si affianca il premio Oscar 2011 (Miglior film straniero). Susanne Bier, è la regista più popolare della Scandinavia. Nata a Copenhagen il 15 aprile 1960.

Il film racconta diverse situazioni relazionali in contesti sociali diversi come l’Africa in un campo del Sudan, in cui opera il dottor Anton che cura i feriti dalle violenze etniche e la Danimarca delle famiglie borghesi. Attraverso i giovani protagonisti Christian (interpretato da William Johnk Nielsen) e Elias (interpretato da Markus Rygaard), la Bier ci fa entrare nel dilemma costante che alberga nella persona umana ossia il desiderio della vendetta, di fronte alla violenza come affermazione della propria identità e la possibilità di non rispondere alla violenza con la violenza. C’è o ci potrà essere un mondo migliore? Forse il mondo migliore inizia con il primo “no” a qualsiasi tipo di violenza. Un’ottima pellicola per fermarsi a riflettere sulle dinamiche della libertà umana e sulle potenziali di bene che ogni persona può attuare o meno, nella sua vita.

 

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