Accogliamo la sfida!

Smettiamola di sbavare dietro i calciatori

Smettiamola di sbavare dietro i calciatori

26 agosto 2011

di Alessandro Grimaldi -

 

Lo sciopero dei calciatori? Abbiamo creato un mostro, ma si sapeva! L’indignazione è forte, ma ho paura che è solo mia. Forse vivo fuori dal mondo, ma proprio non riesco a comprendere. Cosa? Non le richieste di stars pagate a suon di milioni di euro, ma chi si dispera perché l’inizio del campionato viene rimandato. Vi rendete conto del sistema che abbiamo creato? Facciamo fatica ad arrivare a fine mese, le famiglie povere aumentano ogni anno, la disoccupazione giovanile è dilagante, i tagli ormai sono all’ordine del giorno e noi … stiamo a pregare i giocatori affinché non scioperino! Poverini, guadagnano poco. Eppure il calcio è uno sport popolare, seguito da tutti, ricchi e poveri. Il ceto povero, gli operai, papà di famiglie monoreddito fanno i salti mortali per potersi pagare l’abbonamento e l’ingresso allo stadio e questi che sono ricchi grazie a noi poveri che gli sbaviamo dietro, si prendono il lusso di scioperare.

Il sistema l’abbiamo creato noi. La colpa è nostra. Dovremmo scioperare noi tifosi, altro che calciatori. Perché siamo pronti a manifestare per le strade di Roma affinché ci siano i tagli ai politici e non diciamo nulla per i calciatori che guadagnano miliardi? Perché non sono soldi nostri? Non è vero! Se noi non andassimo allo stadio, se non alimentassimo tutto questo interesse, gli sponsor non pagherebbero più fior di miliardi per apparire su una maglia o su un banner e i costi dello sport diminuirebbero.

Siamo tutti tifosi e tutti lo siamo stati, ma ora basta, apriamo gli occhi! Qualcuno potrebbe osservare che il calcio crea un indotto, che ci sono tante persone “invisibili” impiegate nel settore. Siamo d’accordo, ma allora perché devono guadagnare una miseria per permettere a pochi eletti di gonfiarsi? Perché l’ultimo operaio che si spezza la schiena per la manutenzione di uno stadio deve fare i conti con la crisi economica, mentre il vip di turno si abbronza sotto i riflettori?

Per non parlare delle pubblicità che coinvolgono i calciatori e che li arricchiscono ancora di più! Perché lo spot non lo fanno girare a gente comune, ai nostri giovani che di talenti ne hanno tanti? Perché non hanno la “botta”!

Un contratto dignitoso è diventato un sogno per molti, cari calciatori non ci prendete in giro, andate a lavorare e producete per il bene comune, così forse vi meriterete l’applauso del grande pubblico.

2 commenti

  1. Daniela /

    D’accordissimo con il contenuto dell’articolo, ormai i calciatori se non li vediamo correre su e giù per un campo, li vediamo negli spot pubblicitari e perfino nei film! Dall’oggi al domani i calciatori diventano anche attori del piccolo e grande schermo! Anche se per piccole parti vengono pagati fior di quattrini… e noi? E noi avalliamo senza rendercene conto questo circolo vizioso! Insomma hanno già tanti soldi in tasca sicuri facendo i calciatori, poi ne intascano altri facendo comparse in tv… e alla prima occasione scioperano pure? Apriamo gli occhi e non facciamoci ingannare!!! Andassero a lavorare seriamente se vogliono scioperare!!!

  2. Il problema vero e proprio è stato centrato in pieno! Questo è un qualcosa che abbiamo voluto noi.
    Personalmente ritengo inutile lamentarsi degli ingaggi dei calciatori se poi, ad ogni giornata calcistica, stiamo tutti allo stadio o dinanzi al televisore a tifare la nostra squadra del cuore. È inutile lamentarsi dello sciopero fatto se poi siamo i primi a lamentarci del posticipo della prima giornata… Sperare in una risoluzione del problema credo (e penso che non sia errato definirla tale) che sia pura utopia, considerato che coloro che seguono il calcio sono disposti a pagare pur di non perdersi una partita.
    Concludo dicendo che sono pienamente d’accordo con quanto scritto nell’articolo, ed esprimo tutto il mio disgusto verso questo mondo (creato da noi) che ha trasformato uno degli sport più belli in una semplice macchina sforna-soldi.

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