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Pedofilia: il sexting e la nuova emergenza educativa

Pedofilia: il sexting e la nuova emergenza educativa

15 febbraio 2012

Arrestato un produttore di materiale pedopornografico
Si apre con un regalo la conferenza stampa tenutasi a Roma il 14 febbraio per presentare il rapporto annuale 2011 Meter sulla pedofilia. Presso la sala stampa di Radio Vaticana, don Fortunato di Noto ha annunciato ai presenti l’arresto, proprio in quelle ore, di un produttore di materiale pedopornografico. Si tratta di una novità – ha spiegato don Fortunato – in quanto, ad essere arrestato non è soltanto un pedofilo impegnato nella ricerca del piacere attraverso l’“oggetto” bambino, ma una mente criminale che produceva materiale pedopornografico coinvolgendo minori contattati su facebook. Sembrerebbe, infatti, che questo soggetto abbia prodotto filmati coinvolgendo diversi minori e, tra questi, alcuni vicini di casa. Il canale, l’ormai noto social network, sul quale aveva creato un profilo ad hoc che vantava tra gli amici ben 300 minori, ignari probabilmente di chi si nascondesse dietro quell’immagine.

I numeri del rapporto annuale 2011
Alla conferenza stampa è stato presentato il rapporto annuale 2011 dell’attività di Meter. Solo nell’anno in questione l’Associazione ha monitorato 20390 siti web, segnalato 1087 comunità sospette sui social network, dato 1113 consulenze telefoniche, seguito 28 vittime di abusi attraverso il Centro d’Ascolto. Rispetto al 2010, c’è stato un aumento di segnalazioni del 48,11% e i social network sono triplicati. Un dato che, – come ci ha detto don Fortunato – è in crescita insieme al fenomeno, anche perché Meter sta perfezionando la sua attività. Non si esclude – continua il presidente dell’Associazione – che l’anno prossimo i numeri non aumentino, in quanto tendiamo di essere sempre più efficienti.

Di dove sono i siti dei pedofili
Dal rapporto emerge che l’Europa è il continente con maggior numero di domini a contenuto pedopornografico (addirittura l’81,5%). Seguono l’Asia (12,2%), l’Africa (2,3%), l’America (2,3) e l’Oceania (1,4). Il paese in assoluto con più domini è la Russia, dove sono stati scoperti 2263 siti dedicati, pari all’84,9% del totale. Dato interessante quello della Libia che detiene il record tra i paesi del continente africano; mentre in Asia, il triste primato è dell’India; nelle Americhe degli Stati Uniti.
L’Italia sembra avere un ruolo marginale, con soli 10 domini e lo 0,3% sul totale. Questo non vuol dire, però, che non vi siano pedofili. Esistono, ma i controlli e le leggi restrittive, non gli permettono di creare “luoghi” adatti alla loro sporca attività.

Social network: la nuova frontiera
Sconcertante è la presenza di comunità pedofile sui social network. Nell’ultimo anno sembra che si siano triplicate. Al primo posto grou.ps (802 segnalazioni), seguito da Grouply (70) e Vkontakte (68). Inquietante il dato di Facebook, con 52 segnalazioni.

Il Sexting e l’emergenza educativa
Novità del 2011 è il Sexting, ossia il minore vittima di se stesso. Si tratta dell’invio di immagini sessualmente esplicite, ad opera di minori. Foto e video a sfondo sessuale realizzati con cellulari e pubblicati online su social network e chat. Solo nel 2011, Meter ha contato almeno 4561 vittime. Il fenomeno è preoccupante, se si pensa che qui non ci sono carnefici, ma ragazzini da comprendere nei loro disagi e da rieducare.
Non a caso, Meter, impegnata nell’attività preventiva, sempre nell’anno in esame ha incontrato 16000 persone in scuole, università, diocesi, associazioni.

L’Osservatorio Mondiale Contro la Pedofilia
Meter, in risposta a questi fenomeni, ha istituito l’OS.MO.CO.P. Le funzioni sono consultabili sul nuovo portale dell’Associazione: www.associazionemeter.org

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