Accogliamo la sfida!

Oltre diecimila morti in secondo piano

Oltre diecimila morti in secondo piano

11 novembre 2013

Sarà che ormai le catastrofi sono eventi ordinari, ma restiamo meravigliati nell’osservare lo spazio che i media dedicano alla sciagura che ha colpito le Filippine. La strategia dei canali d’informazione è cambiata e sarebbe interessante comprenderne i motivi. Non c’è confronto tra come, in passato, i media hanno trattato lo tsunami, il terremoto di Haiti, il disastro di Fukushima, e lo spazio che invece stanno dedicando alle conseguenze del passaggio di Haiyan, tifone che ha causato la morte di oltre diecimila persone, centinaia di migliaia i feriti e milioni gli sfollati.

I danni sono incalcolabili, le istituzioni locali parlano di “caos totale” e ai dispersi, che purtroppo si teme contribuiranno ad aumentare il numero delle vittime, si aggiungeranno presto altri morti a causa delle temute epidemie e per la mancanza di viveri.

La comunità internazionale sembra che si stia muovendo, l’opinione pubblica meno. Impegnata, quest’ultima, a seguire la soap opera della politica e a cavalcare l’altrettanto devastante onda nera della cronaca nazionale, sembra voler attirare l’attenzione sulle questioni interne.

Significato opposto assume il silenzio in piazza San Pietro, seguito da un applauso che vuole manifestare la partecipazione dei fedeli alla preghiera di Francesco per quelle popolazioni.

Signore, liberaci dall’indifferenza. Questo, a nostro modo di vedere, il significato più autentico di una preghiera responsabile. Non si può continuare a vivere come se nulla fosse successo e delegare ad altri, fosse pure Dio, la soluzione dei problemi dell’umanità.

Ieri era l’Indonesia, oggi le Filippine, domani … chi sa? Intanto, voltiamo lo sguardo in questa direzione, non fermiamoci a guardare e, attraverso anche una partecipazione attiva in Rete, diamo voce a questa povera gente che vorrebbe gridare al mondo il suo disagio, ma al momento si ritrova spazzata via da un tifone mediatico senza precedenti.

 

P.E.

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